Corriere della Sera, 26 gennaio 2026
Mobrici: «Ho ripreso a fare musica grazie agli Oasis»
Sono stati gli Oasis a risvegliare l’impulso creativo di Mobrici che ha quindi dedicato a loro il titolo del suo nuovo disco, «Supernova», terzo lavoro solista in equilibrio fra pop, canzone d’autore e attitudine rock’n’roll, in uscita il 30 gennaio. «Due anni fa, dopo l’ultimo concerto, sono sceso dal palco spaesato e senza un obiettivo. Ero un po’ annoiato, anche dal mercato musicale, mi sembrava tutto ripetuto e già fatto, quindi mi chiedevo cosa ne sarebbe stato della mia vita», racconta il cantautore milanese, nome completo Matteo Mobrici, 36 anni, ex frontman della band Canova.
Il suo smarrimento si è sciolto quando i fratelli Gallagher hanno annunciato la reunion: «Non ho dormito per un po’ di notti dall’emozione e quella notizia mi ha dato la carica, anche perché ha acceso un faro in un periodo in cui c’è molta crisi di appartenenza a qualcosa».
Dopo mesi a non toccare gli strumenti, Mobrici ha quindi ricominciato a scrivere canzoni, ma la sera prima di mandarle all’etichetta, ha deciso di ripartire da zero: «Ho capito che stavo percorrendo lo stesso iter dei dischi passati, che rischiavo di accontentarmi di un ruolo, mentre penso sia importante aprirsi a nuovi orizzonti». Così, con il produttore Federico Nardelli, ha cominciato a lavorare a nuovi brani: «Anziché scrivere da solo, ho coinvolto amici come Gazzelle, Calcutta, Dimartino e Fulminacci. Gli ultimi due, poi, sono entrati nel disco anche con la loro voce».
Ne sono venuti fuori 10 pezzi «nati da dialoghi sulle nostre vite», legati da una sottile malinconia, dal suo romanticismo, ma intervallati da momenti leggeri, come «Sono pazzo», con Fulminacci «scritta con due chitarre, divertendoci fino alle lacrime», in un processo che ha riacceso l’entusiasmo di un artista che non vuole «piacere per forza».
«Io faccio di testa mia – dice Mobrici, che l’11 marzo tornerà live con un concerto all’Alcatraz di Milano —, non faccio musica per venderla e non mi è mai importato niente delle classifiche. Quel che mi interessa è farlo nel modo più libero possibile. Oggi una grandissima fetta della musica è intrattenimento, ma io non mi sento un generalista, fare un reel su TikTok mentre cucino non mi interessa. Sono affezionato a un tipo di musica che diceva delle cose e mi faceva crescere».
In futuro, però, non esclude di guardare a Sanremo: «Negli ultimi anni ha preso sei mesi del mercato, poi ci sono le hit estive e chi fa musica come me deve piazzarsi nei ritagli. Ma un domani, con un brano che mi rappresenta, potrei considerarlo».