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 2026  gennaio 26 Lunedì calendario

«Constellation a fuoco già nel 2024». La rivelazione che inguaia i Moretti

Stessa scena, più o meno. Sempre verso la mezzanotte. E sempre al civico 35 di rue Centrale, l’indirizzo del discobar Le Constellation, a Crans. Siamo però nel 2024, e di nuovo nel periodo delle festività tra Natale e Capodanno, la data è imprecisata. Risate, allegria, la sfilata tra i tavoli. Fatto sta che a un tratto divampa un principio d’incendio. L’origine è la stessa del rogo dello scorso 1° gennaio che ha provocato 40 vittime: le fiammelle sprigionate dalle candele scintillanti. Che vanno a lambire il controsoffitto e quella mousse non ignifuga, comprata dallo stesso proprietario del locale Jacques Moretti – incriminato con la moglie Jessica per omicidio, lesioni e incendio colposi – per qualche spicciolo presso una catena di bricolage, Hornbach. Tutto spento alla svelta, chissà come, senza conseguenze. Ma l’episodio di 13 mesi fa resta inquietante. La «soffiata» è giunta a uno dei tanti avvocati di parte civile – 130 le costituzioni, scrive Le Matin Dimanche prefigurando tempi giudiziari «di anni» – che l’avrebbe girata agli inquirenti. Se confermata, la segnalazione non consentirebbe più ai Moretti di giustificarsi asserendo di non essere a conoscenza della pericolosità dei pannelli acustici.
Ma non è tutto, in questa vicenda che giorno dopo giorno si fa sempre più sconcertante. Emerge infatti anche un altro incendio, quello che nel 2023 danneggiò pesantemente il ristorante «Le Vieux Chalet» che Moretti possiede a Lens, il piccolo abitato montano, sotto Crans, dove si stabilì una quindicina di anni fa e dove risiede tuttora, nella villa a quattro piani in cui è tornato dopo aver lasciato il carcere di Sion venerdì sera.
Ricostruiamo l’accaduto con le testimonianze di Blick.ch. Jacques aveva da poco acquistato il locale che prima si chiamava «Café des Amis», nella piazzetta centrale, per ristrutturarlo. Era una trattoria «fatiscente, ma resisteva» racconta un uomo. Moretti «lo comprò e, bum, andò a fuoco. Quanti sfortunati eventi...». Per le fiamme, fu incolpata una lampada che prese fuoco accidentalmente. Senonché quando il locale fu rimesso a posto, spuntò «un ampliamento mica male», documenta una fonte al Corriere. Il locale era aperto tutti i giorni dell’anno, «il che solleva dubbi sulla sua redditività» scrive un altro sito, Watson.ch, dopo aver trovato la testimonianza di uno del posto: «Le Vieux Chalet non può funzionare: a Lens la gente non può permettersi di mangiare lì più volte al mese. Come fa a non chiudere in bassa stagione?». La carte giudiziarie indicano la cifra sborsata dal Corso per l’acquisto: un milione di franchi nel 2023, con ipoteca da 1,3 milioni.
Nel frattempo le indagini procedono e la Procura riferisce di un’inchiesta «estesa a tutte le persone per le quali può profilarsi una responsabilità penale». Un riferimento (ma è ancora un’ipotesi) al ruolo del Comune che dal 2019 non ha mai svolto verifiche sul Constellation.
Un altro passo in avanti nell’indagine arriverà dal dossier che oggi potrebbe inviare agli inquirenti un combattivo avvocato delle famiglie delle vittime, Sebastien Fanti. Sul contenuto del fascicolo il legale non vuole rivelare nulla, ma è presumibile che includa fatti e retroscena – contenuti in circa 100 mail, tra cui dei video – sulla strage.
Parliamo di cosa sia davvero accaduto in quella drammatica notte e i dubbi sulle autopsie, mai fatte a parte due casi (per quello che è filtrato sinora da altri legali). Fanti s’accalora: «Questo è un tema decisivo e lo si vedrà quando si inizierà a parlare di indennizzi».
Poi gli interrogatori. Sia quello di Jacques – ieri ripreso dalle telecamere mentre parlava vicino a una finestra della villa, apparentemente tranquillo – che quello di sua moglie Jessica non erano terminati. Dovranno riprendere, già nei prossimi giorni.
Quanto alle due cauzioni e al nome del «caro amico» del Corso che le ha pagate, è buio fitto: l’identità dell’imprenditore ginevrino che ha messo a disposizione i 400.000 franchi per i Moretti, la conoscono solo i legali della difesa e il Tribunale che ha disposto il rilascio di Jacques.