il Fatto Quotidiano, 25 gennaio 2026
I miracoli di Grilli: moltiplica stipendi
È il suo vero superpotere, da sempre: l’uomo moltiplica non i pani e i pesci, ma gli stipendi. I suoi. Si parla di Vittorio Grilli, già ministro e capataz al Tesoro, professore e banchiere internazionale, da ottobre –terminata con successo la scalata dei CaltaMeloni– presidente di Mediobanca. Come ha svelato Il Domani, qualche giorno fa al Comitato remunerazioni di Montepaschi, che controlla Piazzetta Cuccia, è arrivata la richiesta di portare lo stipendio di Grilli dagli attuali 900 mila euro a circa due milioni: un abbondante raddoppio, per ora sospeso. Se dovesse spuntarla, sarebbe almeno la seconda volta che gli riesce il miracolo. Dirigente del Mef negli anni 90, nel 2000 se ne va al Credit Suisse First Boston di Londra. Solo due anni dopo, però, l’allora amico Tremonti lo riporta in Italia: Ragioniere generale dello Stato al posto di Andrea Monorchio. È assunto come dirigente esterno alla PA e strappa uno stipendio da 700 mila euro l’anno, quasi il triplo del suo predecessore. Un miracolo, cui ne segue un altro: riesce a farsi riammettere nell’amministrazione come dipendente e a tenersi pure lo stipendione. Ci rinuncerà, dopo essere diventato direttore generale del Tesoro, solo per entrare nel governo Monti. A Mediobanca, invece, è arrivato dopo qualche anno in JP Morgan, incarico in cui ha aiutato a spicciare diverse faccende care ai Caltameloni. Ora vuol essere pagato…