La Stampa, 25 gennaio 2026
L’invito di Salvini ai neofascisti europei Sponda Musk per l’evento anti-migranti
C’è un Matteo Salvini che tra i monti ruvidi e imbiancati dell’Abruzzo, a Rivisondoli, spinge la sua Lega ad aprire un dibattito sui diritti civili, sul fine vita, sulla «politica alta». E c’è un Salvini che, prima di partire per l’Abruzzo, accoglie a braccia aperte nell’ufficio del suo ministero il neofascista Tommy Robinson, invitandolo a partecipare al summit per la remigrazione che si terrà a Milano in primavera. L’incontro – raccontano – sarebbe stato propiziato, con l’obiettivo di intrecciare i fili di una nuova amicizia, dal referente in Italia di Elon Musk, Andrea Stroppa, che già si è mosso, in passato, tra le pieghe di questo governo.
Il nome Robinson, qui in Italia, non è molto conosciuto. «Un criminale e politico britannico»: sintetizza Wikipedia. Abitudinario delle carceri inglesi, vanta condanne penali per truffa, rissa, violenze, stalking, oltraggio alla corte, aggressione, possesso di cocaina e, per assurdo, è stato anche condannato per essere entrato clandestinamente negli Stati Uniti. Quando è in libertà, lavora alla sua ascesa nell’ultradestra britannica. Prima entra nel British national party – partito antisemita, negazionista dell’Olocausto e islamofobo –, poi diventa leader dell’English defence league, movimento razzista e suprematista, sostenuto apertamente da Musk e considerato il fomentatore delle rivolte anti-migranti e anti-Islam che nel 2024 scossero le periferie della Gran Bretagna. «Onorato – scrive sui social – di stringere la mano a Salvini, un uomo al quale ho guardato fin dall’inizio del mio attivismo, un leader coraggioso, un uomo forte d’Europa». Come ricorda Pietro Salvatori su HuffPost, Robinson è anche un grande fan di Vladimir Putin, descritto dai media russi come una «vittima della censura» europea. E per il New York Times, in Russia, Robinson c’è anche stato, nel 2020, per nasconderci dei soldi. Il centrosinistra, vedendo la sua foto sorridente al fianco di Salvini, salta sulla sedia: «Gravissimo – dice il Pd – che una sede istituzionale venga utilizzata per legittimare esponenti razzisti del neofascismo internazionale». «Incredibile, inaccettabile», concordano Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs.
Con Robinson, al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, c’era anche Eva Vlaar, il volto pulito e rassicurante del neonazismo olandese, pupilla di Musk e del mondo Maga, e sostenitrice della strampalata teoria della Grande Sostituzione (secondo la quale la sinistra vorrebbe più immigrati con l’obiettivo di sostituire gli occidentali di pelle bianca e fede cristiana). La scorsa settimana Vlaar è stata considerata una persona non gradita nel Regno Unito e gli è stato negato il visto. Il fatto ha mosso la «solidarietà» di Salvini, che l’ha difesa perché sarebbe una «voce libera e controcorrente e per questo, evidentemente, sgradita a qualcuno. Da noi in Italia sarai sempre la benvenuta». Lei è già stata protagonista di una convention sulla remigrazione che si tenne lo scorso anno in provincia di Varese ed è stato facile, quindi, invitarla a ripetersi sul palco del prossimo summit leghista a Milano.
Ma, dicevamo, è una Lega che si presenta con un doppio volto. Da una parte, il portavoce di Casapound Luca Marsella, in sfilata a Piacenza per la remigrazione, al fianco del Fronte veneto skinhead e della Rete dei patrioti, si rallegra del «sostegno» del sottosegretario Nicola Molteni, braccio destro di Salvini al ministero dell’Interno. Dall’altra parte, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, ospite della kermesse leghista a Roccaraso, prende sotto braccio il deputato Domenico Furgiuele, lo porta dietro il palco e gli chiede di riflettere sull’opportunità della conferenza stampa organizzata a Montecitorio insieme ai «fascisti del terzo millennio» di Casapound (si definiscono proprio così). Conferenza che servirebbe a lanciare la raccolta firme per una legge sulla remigrazione. «Ci penserò», avrebbe risposto Furgiuele. La moral suasion di Fontana riapre, così, la possibilità che l’evento previsto venerdì prossimo possa essere annullato.