repubblica.it, 25 gennaio 2026
Aifa, un concorso tutto da rifare: l’uomo di Schillaci unico ammesso e vincitore ma lui rifiuta
Un paio di mesi fa il settore dell’Hta dell’Agenzia del farmaco, cioè quello che prepara le istruttorie sui farmaci poi valutati per l’approvazione, veniva considerato importantissimo. Si è addirittura deciso di renderlo più centrale nell’Aifa appena interessata da una riforma. Si parlava di ufficio su cui puntare, anche perché l’Hta, diceva il presidente dell’agenzia Robert Nisticò è “uno strumento essenziale per il governo di una spesa farmaceutica spinta verso l’alto proprio dai costi dell’innovazione e dall’invecchiamento della popolazione”. Ebbene, quel settore sul quale tanto si voleva puntare, ancora per un po’ resterà scoperto, con un facente funzioni. L’unico ammesso e poi quindi anche il vincitore di quel bando, Carlo Monti capo della segreteria tecnica del ministro alla Salute Orazio Schillaci, ha infatti rifiutato a sorpresa l’incarico. “Preso atto della rinuncia del dirigente individuato per il conferimento del relativo incarico dirigenziale, la procedura si è conclusa con esito infruttuoso”, scrive Aifa. Tutto da rifare, il settore resta in mano al direttore scientifico di Aifa Pierluigi Russo, che accumula vari incarichi e si occupa praticamente di tutte le fasi che portano all’ingresso dei farmaci nel sistema sanitario italiano. La riforma di Aifa parte così zoppa, in un panorama particolarmente complesso a causa dell’arrivo sul mercato di nuovi farmaci e appunto di una spesa difficile da sopportare per il sistema pubblico.
Sbaragliati gli altri concorrenti, esperti di farmaci
Monti, laureato in odontoiatria, ha lavorato per anni per la Croce Rossa, prima di arrivare al ministero. Vecchio membro del gruppo di Colle Oppio, luogo storico della destra italiana, oggi sarebbe vicino a Fabio Rampelli di Fdi. Non risultano conoscenze in tema di farmaci, ma tutti al ministero hanno notato la foto di Giorgia Meloni appesa alla parete del suo studio o i volumi sui Savoia con bassorilievo dello stemma sabaudo. La vittoria del concorso di Aifa lo avrebbe fatto uscire dal ministero (come probabilmente si augurava qualcuno). Addirittura, altri 8 candidati (tra cui molti dirigenti di varie regioni e della stessa agenzia che da anni si occupano di farmaci) erano proprio stati esclusi dalla selezione prima della valutazione finale, lasciando lui come unico candidato. Un trionfo, quello di Monti, solo lui pareva meritevole di quell’incarico. Eppure, non si capisce come mai, dopo averlo ottenuto ha rifiutato. Temeva di non essere in grado? Ha trovato altre possibilità di lavoro? Difficilmente qualcuno ha cercato di convincerlo a restare al ministero, dove non è particolarmente stimato.
Aifa va piano ma la spesa farmaceutica corre e mette in difficoltà prima di tutto le Regioni, che devono sborsare sempre più soldi per integrare il Fondo sanitario nazionale. Non si era mai vista una crescita del costo dei medicinali come in questi anni e l’agenzia non è in grado di mettere un freno.
Con la riorganizzazione che ha dato il via alla fallimentare selezione per l’Hta si è anche deciso di azzerare l’ufficio stampa dell’Agenzia. La giornalista che lo guidava da un anno, Adelisa Maio, non è stata confermata ed à stata nominata Pina Guglielmino, già consigliera comunale ad Albano, comune dove è stato sindaco il capo di gabinetto del ministero alla Salute, Marco Mattei, che è stato anche assessore della Regione Lazio con Renata Polverini, e che vista la natura del suo incarico si occupa anche di nomine. Al di là di amicizie e contatti, il curriculm di Guglielmino non brilla per competenze giornalistiche. Diventata pubblicista grazie alla collaborazione per non meglio precisati “testata giornalistica online e canale web”, le uniche esperienze che cita sono la partecipazione ai corsi di formazione obbligatori per i giornalisti per ricevere i punti dell’aggiornamento professionale. Sulla vicenda il Pd nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione.