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 2026  gennaio 25 Domenica calendario

Scuola, il piano Santanchè: dieci giorni di vacanze a scelta

Daniela Santanchè non è tipa da retromarce. Anche sulla proposta di rivoluzionare le vacanze a scuola per gli studenti, per rimodularle in modo da favorire il turismo fuori stagione, ha in testa, al solito, di tirare dritto per la sua strada. Tra i suoi uffici rimbalza già una proposta, che Repubblica è in grado di anticipare: si tratterebbe in sostanza di tagliare di 10 giorni le vacanze estive, oggi in formato extralarge, per consentire alle singole regioni di redistribuire quel pacchetto a loro piacimento. È l’autonomia delle vacanze scolastiche.
Le regioni costiere, per esempio, potrebbero decidere di lasciare le cose come sono, in modo da sfruttare di più l’estate, lettini, ombrelloni e bagnasciuga. Quelle montane potrebbero invece allungare di tre giorni le vacanze natalizie e magari prevedere una settimana bianca a febbraio. Le aree collinari, potrebbero scommettere sul periodo di Pasqua o sull’autunno. Rimandando la fine delle lezioni o anticipando la ripresa. Niente più statalismo vacanziero, è la “visione” della Pitonessa, anche perché, raccontano dal suo entourage, se si guarda al resto d’Europa, il calendario scolastico è già oggi molto più flessibile. E pure lo Stivale, volendo, potrebbe adeguarsi.
Ma il governo vuole? Per ora il titolare dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, tecnico in quota Lega, ha schiacciato sul freno: non ne sapevamo nulla. In realtà, secondo fonti governative a conoscenza della questione, Santanchè e il ministro della scuola ne hanno discusso a margine dell’ultimo consiglio dei ministri, martedì scorso. Insomma quella di Santanchè al forum internazionale del Turismo non era una boutade strampalata, ma un progetto di cui il ministero “del merito” era stato in qualche modo messo a parte. La frenata può dunque spiegarsi come un modo per evitare di gettare allarme tra i sindacati di insegnanti e personale amministrativo, che ancora non sono stati consultati sulla materia.
Santanchè comunque, sempre secondo fonti di governo, non ha in mente inversioni a U. Con Valditara dovrebbe incontrarsi già in settimana, per iniziare ad articolare, anche a livello tecnico, la proposta. Che comunque, secondo la ministra, per evitare di alimentare bizze nell’esecutivo, non è un prendere o lasciare, ma al contrario una «visione» di rilancio del turismo, con un piano a 6 punti illustrato in questa due giorni al Palazzo del Ghiaccio meneghino, da attuare un po’ per volta, da qui a dieci anni.
Il mondo dell’impresa sembra interessato al progetto. E il governo nel suo complesso non è certo insensibile a queste istanze. Lo stesso presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ieri applaudiva il pacchetto di Santanchè: «Serve un piano di sistema, un piano industriale del turismo che credo sia la via giusta». Anche il grosso delle associazioni di categoria – mondo variegato: albergatori, affittacamere, b&b, agenzie di viaggi – non chiude all’idea, anzi. Tocca solo convincere Valditara.