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 2026  gennaio 24 Sabato calendario

I creatori di Zelig: «Milano non è riconoscente. Zalone? Per noi è un dispiacere, sono 10 anni che gli chiediamo di venire»

Con loro si ride sempre, al telefono, al bar, dietro le quinte. Anime, ideatori e autori, Gino Vignali e Michele Mozzati alias Gino e Michele, e Giancarlo Bozzo, riflettono in modo semiserio su anniversari e festeggiamenti: 40 anni di Zelig, storico cabaret di viale Monza a Milano, e 30 anni di Zelig programma tv (il lunedì sera su Canale 5, Zelig 30).
Quest’anno Gino e Michele festeggiate pure 50 anni di coppia di fatto…
«Sì siamo una coppia scomponibile però. Come il Lego».
Ottobre 1996, prima puntata di Zelig.
Michele: «Conduceva Giancarlo Bozzo. Poi dal ’97 c’è stato Claudio Bisio, il più grande traino che un programma tv possa avere».
Come sono stati questi anni condivisi in tre?
Giancarlo: «Alti e bassi, ma alla fine ha funzionato».
Un luogo piuttosto unico Zelig.
Gino e Michele: «Sicuramente c’è stata una concomitanza fortunata: chiudeva il Derby e apriva Zelig. E in una metropoli come Milano un posto così ci vuole: gli artisti si confrontano, si contaminano, sperimentano. Senza il Derby prima e Zelig dopo, tanti talenti sarebbero andati sprecati. Certo magari Aldo Giovanni e Giacomo sarebbero comunque arrivati al successo, ma con percorsi più accidentati. Zelig ha segnato un punto fondamentale nella crescita culturale della città».
La città ne è consapevole? C’è riconoscenza?
Gino: «No, non c’è riconoscenza. A Milano ci sono cartelli che indicano come arrivare nei grandi teatri e nei teatrini di periferia, ma non ce n’è e uno che indichi Zelig. Noi in 40 anni non abbiamo mai usufruito di alcun tipo di sovvenzione pubblica. Solo 10 mila euro ai tempi del Covid».
C’è qualcuno che dopo i successi si è un po’ montato la testa?
Michele: «No. Penso ad Aldo, Giovanni e Giacomo che sono persone normalissime».
Gino: «La gentilezza incredibile di Geppi Cucciari».
Checco Zalone?
Tutti insieme: «Sono 10 anni che gli chiediamo di venire a Zelig e per noi è un dispiacere che non sia più venuto».
Michele: «Sicuramente il successo è da gestire. Con la grande popolarità non è semplice tornare indietro e riproporre le vecchie gag. Zalone ha la mia comprensione, ma comunque mi aspettavo che per il trentennale venisse».
Gino: «Un passaggio in tv poteva essere importante per lui, con il film in sala. Ma che gli vuoi dire a uno che ha fatto un incasso pazzesco? Comunque se guardi i 10 film italiani con i migliori incassi, 8 sono legati a Zelig: Checco Zalone, Claudio Bisio, Aldo Giovanni e Giacomo, Paola Cortellesi. Sommando tutti questi film possiamo dire che Zelig ha contribuito all’incasso di 360 milioni».
Come mai l’idea di far diventare Zelig un programma tv.
Gino e Michele: «Per problemi economici. Il locale non stava in piedi: non ce la facevamo a pagare artisti, lavoratori, camerieri, l’affitto del locale. Le produzioni tv ci garantiscono oggi come allora, di tenere aperto il locale».

Vi guardate in tv seduti sul divano?
«Sì, e ci divertiamo. Specialmente a stare sul divano».