corriere.it, 25 gennaio 2026
Khaby Lame avrebbe venduto la sua società per quasi 1 miliardo di dollari: pronto un «gemello» virtuale
C’è un punto, nella storia recente dell’economia digitale, in cui l’influencer smette di essere un fenomeno di costume e diventa qualcos’altro. Un soggetto industriale. Un brand strutturato. Forse, un asset finanziario. È in quel punto che si colloca l’operazione che, secondo diverse ricostruzioni convergenti, riguarda in questi giorni Khaby Lame, il tiktoker italiano più seguito al mondo e il primo in assoluto sulla piattaforma TikTok, con oltre 160 milioni di follower.
Le informazioni, emerse da documentazione societaria e riprese da alcune testate economiche internazionali, parlano di una maxi-transazione legata alla società che gestisce i diritti commerciali del creator, valutata fino a 975 milioni di dollari. Una cifra che, se confermata nei suoi termini complessivi, segnerebbe un passaggio simbolico per l’intera creator economy. Secondo documenti ufficiali depositati presso la Securities and Exchange Commission statunitense, si farebbe riferimento a un accordo sottoscritto il 9 gennaio scorso.
Il cuore dell’operazione sarebbe Step Distinctive Limited, la holding che controlla le attività economiche connesse al marchio Khaby Lame: partnership, licenze, e-commerce, sfruttamento dell’immagine. La società sarebbe stata acquisita – in tutto o in parte, a seconda delle strutture contrattuali, tramite scambio azionari – da Rich Sparkle Holdings Limited, gruppo internazionale attivo nel settore digitale.
Più che una vendita personale, dunque, un riassetto industriale. E qui sta il punto. Perché non si tratterebbe di monetizzare singoli contenuti o campagne pubblicitarie, ma di trasferire il controllo di un ecosistema che ruota attorno a una riconoscibilità globale rarissima. Un volto che non ha bisogno di traduzioni. Un linguaggio che funziona senza parole.
Secondo le indiscrezioni, l’accordo non guarderebbe solo al presente, ma soprattutto al futuro. Tra gli asset considerati rientrerebbe infatti anche lo sviluppo di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, in grado di replicare gesti, espressioni e tempi comunicativi del creator. Un’estensione digitale permanente del personaggio (nato a Dakar nel 2000 e cittadino italiano dal 2022), pensata per ampliare scala e continuità delle attività commerciali. In soldoni, Khaby Lame avrebbe autorizzato l’impiego dei propri dati biometrici per la creazione di un AI Digital Twin, ovvero di un suo gemello virtuale capace di replicare le sue inconfondibili espressioni, ma anche la voce e la mimica, creando contenuti potenzialmente all’infinito.
È qui che l’operazione, se confermata ufficialmente, assume un significato più ampio. Il valore non è soltanto nei follower – pur enormi – ma nella standardizzazione dell’identità. Nella possibilità di rendere riproducibile ciò che, fino a poco tempo fa, sembrava irriducibilmente umano: una mimica, un ritmo, una presenza.
Se l’accordo arriverà a sfiorare il miliardo o si assesterà su cifre inferiori è, in fondo, quasi secondario. Il segnale resterebbe potente. Per la prima volta in modo così evidente, un creator non verrebbe trattato come testimonial di un marchio, ma come marchio egli stesso, con una valutazione che risponde a logiche finanziarie più che mediatiche.
Khaby Lame, del resto, ha costruito il suo successo togliendo, non aggiungendo. Niente parole, niente spiegazioni, niente commenti superflui. Anche questa volta il meccanismo sembrerebbe lo stesso: mentre il dibattito si interroga su cosa stia davvero accadendo, l’operazione – silenziosa, complessa, strutturata – sembrerebbe già parlare da sola.