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 2026  gennaio 25 Domenica calendario

Remuzzi: «L’intelligenza artificiale fa diagnosi quattro volte più corrette dei medici. Ogni anno 2,6 milioni di morti a causa di valutazioni sbagliate: facciamoci aiutare dall’AI»

Ripensare il ruolo e il lavoro dei medici, anche alla luce dell’intelligenza artificiale, che non va temuta. È il messaggio lanciato al Centro congressi di Bergamo  dal professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche Mario Negri, intervenuto alla consegna delle borse di studio della Fondazione Aiuti Ricerca Malattie Rare. Fondazione che, ogni anno, in questo campo, raccoglie fondi e li destina ai giovani ricercatori. 
«Oggi l’intelligenza artificiale supera il medico, e di molto, nel ragionamento clinico e nella capacità diagnostica – ha spiegato Remuzzi, citando uno studio del New England Journal of Medicine che, settimanalmente, pubblica casi di diagnosi complesse aperte al confronto tra medici di tutto il mondo —. Solo il 20% è arrivato alla diagnosi corretta, mentre l’IA ci è riuscita nell’85,5% dei casi». 
Numeri che vanno letti anche alla luce degli errori clinici: «Ogni anno nel mondo 2,6 milioni di persone muoiono a causa di diagnosi sbagliate, circa settemila al giorno. È impossibile per un medico, per quanto preparato, conoscere e trattare migliaia di malattie, a cui se ne aggiungono 250 nuove ogni anno. L’IA, invece, può analizzare insieme dati biologici, chimici e clinici in tempi compatibili con la pratica medica». 
Strumenti che possono e devono affiancare il lavoro dell’uomo-medico: «Possono supportare le diagnosi, aiutare nella compilazione delle lettere di dimissione, liberare tempo. Tempo che il medico può dedicare di più ai pazienti: ciò che la tecnologia non potrà mai sostituire è proprio questo, il prendersi cura, il rapporto umano che resta al centro della professione. Un insegnamento che spero che tutti i giovani ricercatori premiati oggi tengano sempre bene in mente. Molti medici hanno paura dell’IA». 
Tanti i progetti e i giovani ricercatori premiati durante la giornata: sei borse di studio del valore di 21 mila euro, 11 Grant di ricerca, un Paper award, due supporti alla formazione e cinque programmi di sviluppo, per un totale di 336 mila euro raccolti. Un ultimo premio è stato invece conferito a Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Doxa, per l’impegno nella sensibilizzazione sull’importanza del rigore scientifico nelle ricerche demoscopiche, cioè le indagini statistiche sulle opinioni della popolazione.