Corriere della Sera, 25 gennaio 2026
Ditonellapiaga: «Ora so chi sono»
Bugiarda, bastarda, alcolista, educanda, maturanda, egoista… Elenco, accorciato, dei difetti che Ditonellapiaga si imputa in «Sì lo so», nuovo singolo dalla ritmica pulsante e notturna che uscirà venerdì 30 e che anticipa la sua seconda partecipazione a Sanremo con «Che fastidio!». «È un testo ironico, ma c’è anche la voglia di abbracciare i miei difetti per alleggerire il peso. Dopo il Festival del 2022 ho vissuto un pessimo rapporto col giudizio. Con Sanremo la mia carriera è partita da un’altezza esagerata e questo mi ha creato grandi difficoltà: la vita di un’artista in quella settimana non è la vita di tutti i giorni di un’artista, e già tutti noi del settore siamo diversi da come ci comunichiamo. In una situazione del genere ti interroghi su come vieni percepito… Un po’ come al liceo, hai la sensazione di dover trovare un posto nel mondo, di dover compiacere gli altri perché non sai bene cosa sei».
Lei lo sapeva?
«Sì, ma nel momento in cui sono approdata al mainstream ho provato a smussare certi lati di me per essere più accessibile. Cercavo di essere qualcosa che non sono. Mentalmente e lavorativamente ho sofferto. Anche la pressione rispetto al mio nome d’arte è stato un tema: è oggettivamente respingente, fastidioso, ma da rivendicare».
Lo aveva scelto come nickname su Instagram…
«…a caso, ma a volte le cose non succedono a caso... Quel nome ha un’accezione ironica e il mio è un progetto pungente, irriverente, sbarazzino. Mi rispecchia».
«Che fastidio!», il brano di Sanremo, di cosa parla?
«Dopo una crisi successiva alla pubblicazione del secondo album i miei discografici mi hanno chiesto di scegliere: mainstream o cantautorato? Io ho detto che sarei stata un’altra cosa, né A né B ma C e “Che fastidio!” è arrivato proprio dopo questa discussione. Ero “piena”, volevo raccontare la sensazione dell’essere fuori posto, fuori fuoco e farlo attraverso il racconto di alcune cose che fanno parte del mio mondo: l’ipocrisia, il dover essere sempre gentili, il dover fare relazioni sociali… Ho provato a vederle dall’esterno e a giocarci in maniera ironica, pungente, ma non giudicante in un brano dalla melodia pop dance, piena di ritmo ed elettronica».
Le sue canzoni hanno testi elaborati, la sua musica guarda alla dance. Ma il cantautorato si appoggia solitamente a suoni organici e pianoforti, e la dance ha testi tipo «let’s go party»…
«A differenza di quanto accade all’estero, vedi Charlie XCX che è cantautrice ma ha suoni contemporanei, in Italia sembra difficile inquadrarmi. Non sarò una poetessa, ma mi impegno nella scrittura di testi che abbiano contenuti in grado di andare oltre la retorica del divertimento. Noto che spesso, per il contesto dance in cui li inserisco, vengono presi con leggerezza. Credo invece che ballando si possa anche piangere o riflettere. E che si possano avere testi con un significato senza centrarsi su pianoforte e chitarra».
Dopo Sanremo 2022 cosa è successo?
«Sparii per registrare il secondo disco ma feci un errore: non mi posi domande. Avevo avuto un successo da zero a 100, mi ero innamorata, economicamente stavo bene... Non avevo avuto il tempo di elaborare quanto mi era successo. Questa struttura messa in piedi velocemente ha iniziato a mostrare le prime crepe... erano crepe personali. Ho dovuto costruire le mie fondamenta dopo la facciata. Scelsi di essere meno ironica per fare canzoni che potessero piacere a tutti. Ma smussare non è una buona idea, anzi meglio scolpire».
Il bello del primo Festival, quello di «Chimica» con Rettore?
«Stare con Donatella mi ha aiutato a dividere gioie e dolori, a vivere senza ansia il palco. Lei era una scheggia impazzita; io ero più preoccupata dal prevedere cosa avrebbe fatto lei piuttosto che della mia performance».
A proposito di Rettore... Amadeus stesso aveva lasciato intuire che c’erano stati dissapori fra di voi...
«Qualsiasi progetto in duo prevede fasi in cui non si è d’accordo. Con Donatella siamo amicissime e il rapporto si è sviluppato dopo Sanremo: in quella settimana non c’è tempo per farlo. A dicembre 2024 è venuta ospite del mio concerto a Roma. “Sei migliorata un casino, hai messo tutte le lucine sull’albero di Natale, adesso devi fare il botto di Capodanno”. Mi ha colpito: era lo stesso che sentivo io».