Corriere della Sera, 25 gennaio 2026
Multe stradali, sono i milanesi i più tartassati
Nel 2025 il bancomat delle multe stradali rallenta, ma resta generoso. Gli incassi degli enti locali si fermano a 1,9 miliardi di euro, in calo del 4,4 percento rispetto al 2024. Una flessione contenuta che non cambia il quadro di fondo: negli ultimi 5 anni gli italiani hanno versato 8,5 miliardi di euro per violazioni del Codice della strada, pari a 142 euro a cittadino, neonati compresi.
I dati, aggiornati al 20 gennaio, arrivano dal Codacons (sui flussi del sistema Siope). Nel dettaglio, nel 2025 nelle casse di Comuni, Province e Città metropolitane sono entrati 1,89 miliardi di euro, circa 88 milioni in meno rispetto ai 1,98 miliardi del 2024.
La geografia delle multe resta immutata. La Lombardia si conferma in testa con 455,8 milioni di euro, più del doppio della Toscana (208 milioni), terza posizione all’Emilia-Romagna (192 milioni). All’estremo opposto, la Valle d’Aosta, con 2,7 milioni.
Tra le grandi città il primato spetta a Milano, con 169,7 milioni di euro, seguita da Roma (118,7 milioni) e Firenze (64 milioni). I piccoli Comuni sotto i 5 mila abitanti hanno raccolto 105 milioni di euro; 137 milioni quelli tra 5 e 10 mila residenti e a quasi 187 milioni i Comuni tra 10 e 20 mila abitanti. La fascia più redditizia resta quella tra 20 e 60 mila residenti (325 milioni), seguita dai centri tra 60 e 250 mila abitanti (310 milioni).
Nel confronto con il 2024, la Calabria registra il calo d’incassi più marcato (-14,4%), seguita da Lazio (-12,3%) e Sicilia (-8,5%). In controtendenza il Molise, che segna un balzo del 62,9%. Crescono anche Sardegna (+22%) e Abruzzo (+19%). Tra le grandi città, frenano Bari (-25,4%), Palermo (-19,5%) e Roma (-18,5%), mentre Firenze chiude l’anno in crescita (+4,1%).
Rapportando i dati alla popolazione residente, sono proprio i Comuni oltre i 250 mila abitanti a registrare la riduzione media più elevata degli incassi: -11,3% su base annua. Secondo il Codacons, il calo è legato soprattutto ai nuovi limiti sugli autovelox e allo spegnimento di molti dispositivi dopo le sentenze della Cassazione sugli apparecchi non omologati.