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 2026  gennaio 25 Domenica calendario

Meloni: frasi inaccettabili sui soldati alleati

Contro le affermazioni di Donald Trump sui soldati Nato «a distanza dalla prima linea in Afghanistan», dopo il primo ministro del Regno Unito che incassa una parziale retromarcia del presidente americano («I grandi e coraggiosi soldati del Regno Unito saranno sempre al fianco degli Stati Uniti d’America») insorge anche il governo italiano. La presidente del Consiglio le definisce «inaccettabili».
Scrive Giorgia Meloni in una nota: «Apprendiamo con stupore le dichiarazioni del presidente Trump secondo cui gli alleati della Nato sarebbero “rimasti indietro” in Afghanistan. In quell’imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l’Italia rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell’intera missione». Quindi la rivendicazione dell’impegno «lungo quasi vent’anni» dell’Italia che «ha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio: 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti in combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane». Ecco perché Meloni definisce «non accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi Nato in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata». E, questa volta, pur ribadendo la «solida amicizia» che lega Italia e Stati Uniti, rivendica: «L’amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell’Alleanza Atlantica».
Prima di Meloni, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, aveva annunciato una lettera formale, che invierà agli alleati americani lunedì, per «riportare i fatti, che non si possono cancellare», premettendo che «sull’impegno dell’Italia non accettiamo analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno». E il ministro degli Esteri Antonio Tajani pur evitando di polemizzare frontalmente con Trump, aveva ricordato caduti e feriti «evidentemente in prima linea ai quali rendiamo onore».
Davanti alle parole dei ministri, gli esponenti della minoranza avevano protestato vivacemente invocando un intervento della premier e rimproverandole di aver auspicato, solo due giorni fa, il Nobel per la pace per Trump. Elly Schlein per il Pd, Giuseppe Conte del M5S, Matteo Renzi di Iv, Carlo Calenda di Azione e Angelo Bonelli di Avs usando parole più o meno simili, lamentavano la «subalternità, la sudditanza, il servilismo» di Meloni. Poi, in serata, la nota diramata da Palazzo Chigi che respinge le parole di Trump.