Corriere della Sera, 25 gennaio 2026
E in Africa la Wagner, a caccia d’oro, semina morte e terrore
Dal Sudan alla Repubblica Centrafricana passando per il Mali, il Malawi, il Burkina Faso e il Niger, i mercenari della Wagner stanno trasformando i giacimenti auriferi dell’Africa Occidentale in fabbriche di morte. Tradotto, i miliziani russi saccheggiano, uccidono e contrabbandano oro e altre risorse per finanziare la guerra in Ucraina. Secondo la banca centrale russa, le riserve auree di Mosca hanno raggiunto il record di 310 miliardi di dollari nel dicembre 2025. Per sostenere la sua economia di guerra e aggirare le sanzioni, il Cremlino avrebbe venduto oro per acquistare rubli, mantenendo i lingotti all’interno del Paese coprendo così il deficit di bilancio dovuto alle sanzioni occidentali. In Africa Mosca può riciclare e riesportare lingotti con marchi di parti terze. Un caso è il Mali non soggetto a sanzioni per l’oro. E, ancora, la fabbrica russa di droni Yelabuga ha pagato il produttore iraniano Sahara Thunder in parte in lingotti, per un valore di circa 104 milioni di dollari, per 6.000 Shahed, i droni kamikaze utilizzati per bombardare le città ucraine. Secondo il Blood Gold Report l’indagine avviata nel 2023 da ricercatori statunitensi ed europei, l’oro africano di contrabbando ha generato dal 2022 ad oggi oltre un giro da 2,5 miliardi di euro. D’altro canto, dal 2018 il Gruppo Wagner – ora Africa Corps – ha protetto con la violenza gli interessi russi in Stati con governi deboli ma ricchi di oro, uranio, manganese e petrolio. Non a caso, dopo il ritiro di Parigi dalla regione, la Russia è diventata il principale partner di Burkina Faso, Niger e Mali, e ha dato sostegno alle giunte militari schierando soldati, armi e supporto operativo contro gli insorti jihadisti. Un buon affare se si considera che, insieme, Mali, Niger e Burkina Faso producono circa 230 tonnellate di oro all’anno. Il modello di sfruttamento varia da Paese a Paese. E la scia di sangue è lunga. A fine dell’anno scorso, i mercenari Wagner hanno ucciso 32 civili nel villaggio di Sarayebo, nella Repubblica Centrafricana, pastori sudanesi che avevano attraversato il confine in cerca di pascoli e acqua per il loro bestiame. Nelle miniere d’oro di Kouki, nella Repubblica Centrafricana, alcuni minatori sono stati arrestati, altri che avevano tentato la fuga sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco, e altri sono stati legati agli alberi prima di essere selvaggiamente torturati. In Mali, alcuni civili sono stati arrestati, torturati e giustiziati da uomini della Wagner; i sopravvissuti raccontano di aver subito waterboarding ed elettroshock oltre ad aver assistito ad esecuzioni. In Sudan, i miliziani russi hanno attaccato i campi minerari di migranti vicino ad Am Daga. I testimoni hanno descritto una fossa comune con 20 vittime e hanno riferito di aver trovato fino a 70 morti mentre altri parlano di centinaia di feriti o uccisi.