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 2026  gennaio 25 Domenica calendario

Prima notte a casa di Moretti. Dietro le due cauzioni un imprenditore di Ginevra

Compare sul terrazzo al primo piano per pochi istanti. Maglietta nera aderente, sorregge uno scatolone che porta dentro casa. Dalla troupe del Tg2, appostata dal mattino presto davanti al civico 11 di route de Chermignon, gli gridano: «Jacques! Jacques!». Il Corso deve aver capito che si tratta di italiani. Con educazione, risponde «buongiorno». Poi sparisce dietro una tenda. Sono le 9, la scena è ripresa davanti la villa a quattro piani in cui i coniugi Moretti vivono a Lens, abitato montano poco sotto a Crans.
Venerdì sera Jacques è tornato qui, a casa, dalla moglie Jessica e dai due bimbi (uno di cinque anni e l’altro di dieci mesi) dopo essere uscito dal carcere di Sion alle 17 in punto. Nessun dubbio che l’atmosfera da queste parti sia tesa. Nel primo pomeriggio dall’abitazione esce un ragazzo di media altezza con un cappellino da baseball in testa. Ha tutta l’aria di essere il «figlioccio» di Moretti, il giovane che dalla Corsica lo ha seguito nell’avventura a Crans terminata con la strage al Constellation. Quella notte c’era anche Jean-Marc Gabrielli, queste le sue generalità. Piazzato all’ingresso, secondo alcune testimonianze a verbale si sarebbe occupato della selezione. Dopo il rogo, ha visto morire la sua fidanzata, Cyane, «la ragazza con il casco».
Chiediamo: «Sei Jean-Marc, vero?». Lui non risponde, pretende i documenti dai quattro cronisti che ha di fronte, poi avverte la polizia: «Stanno violando la proprietà privata!».
Sulla strada sostano alcune troupe. Nell’incrociarle, alcuni automobilisti suonano il clacson, altri con una mano indicano quel viottolo verso l’alto, come a dire: «Sì, Jacques è lì». Non lontano, scendendo, c’è il ristorante Vieux Chalet, la terza proprietà dei Moretti dopo il Senso e il Constellation, entrambi a Crans.
Nonostante il Corso viva qui da molti anni, ora a Lens – un po’ come in certi posti in Italia dove spadroneggiano cosche e clan – nessuno pare conoscerlo. «Jamais vu» (mai visto), «so di lui solo dalla tv», «meno male che non l’ho mai incontrato». Ma un signore sulla settantina, Paul-Michel, ex concierge a Crans, ammette: «Il est un bon mec – “è un bravo ragazzo” —, uno che ti offre sempre un bicchiere di vino quando vai a trovarlo, sa fare il commerciante. Però no, dal giorno della tragedia non so più nulla di lui».
Ai coniugi sono stati tolti i documenti, condizione per evitare la fuga all’estero. Lei ha l’obbligo di firma in commissariato ogni tre giorni. Lui ogni 24 ore. Quanto alla cauzione, un facoltoso imprenditore di Ginevra ha versato 200.000 franchi non solo per Jacques ma pure per Jessica, così come aveva stabilito il Tribunale paventando il rischio fuga. Il totale arriva dunque a 400.000 franchi (430mila euro.) Soldi che gli saranno restituiti alla fine del processo di primo grado, ma che potrebbero essere confiscati in caso di fuga.
Il nome del «caro amico» di Jacques – così lo definisce la difesa – non sarebbe quindi compreso tra quelli dei tre amici fatti da monsieur Moretti agli inquirenti. Di uno, le generalità a verbale forse sono errate. Poi compaiono il notaio Charles-André Bagnoud e l’assicuratore Charles-André Emery, i cui dati anagrafici coincidono con quelli di un agente Axa (con ufficio di fronte al Constellation), la compagnia che ha assicurato il locale.
Leggendo conti e dichiarazioni dei Moretti, sembra che la coppia voglia dare l’impressione di vivere con ciò che riesce a guadagnare lavorando senza sosta: ma circa 10mila franchi al mese (10.800 euro) non paiono molti per una famiglia di quattro persone, se parametrati all’elevatissimo costo della vita di una località esclusiva come Crans. Il patrimonio immobiliare, circa 5 milioni di franchi, è composto dai soli muri dei tre locali e della villa. Sorprende che siano riusciti ad acquistare un immobile l’anno, dal 2019 al 2023, partendo da zero e solo grazie a mutui ipotecari garantiti dalle stesse proprietà. Rate che sembrerebbero drenare quasi interamente le entrate delle attività costringendo i due, è ipotizzabile, a risparmiare sulla sicurezza. Il caso più eclatante è quello della spugna fonoassorbente non ignifuga comprata da Hornbach, catena di bricolage, e installata proprio da Jacques. Ma poi c’è pure il personale scarso. O non qualificato.
«Viviamo con le entrate delle nostre società» e «la nostra vita è il lavoro» ha assicurato Jacques agli inquirenti il 9 gennaio: «Ma a parte le società, non abbiamo nulla».
Altre cifre: il Constellation è stato acquistato nel 2022, con l’appartamento di sopra, tramite un mutuo che ha un’ipoteca da 1,7 milioni. Sulla villa (la prima ad essere comperata nel 2019) grava un’altra ipoteca da 1,34 milioni. Ma come estinguerla è solo l’ultimo dei problemi che dal 1 gennaio incombe sui Moretti, incriminati per omicidio, lesioni e incendio colposi.