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 2026  gennaio 24 Sabato calendario

Per comprare gli scudi anti-missili Samp-T l’Italia spenderà 2,3 miliardi in più

Appena quattro anni fa, l’Italia programmava di spendere 3 miliardi per dieci Samp/T, i sistemi di difesa anti-missili noti anche per essere stati forniti dal nostro Paese all’Ucraina. Sembrava un investimento ingente, ma oggi il ministero della Difesa rivede già all’insù i costi: il programma di acquisto sfonda i 5,3 miliardi, con 2,3 miliardi di integrazione per, appunto, l’acquisto di batterie, missili, radar e tutti gli strumenti necessari al funzionamento del Samp/T.
In queste ore il ministero della Difesa ha spedito alle Camere il programma per aggiornare quanto previsto dal governo Draghi. Dal 2012 l’Italia poteva contare su 5 batterie di questo sistema di difesa, due delle quali sono state fornite a Kiev come aiuti militari dopo l’invasione russa (nel gennaio 2024 il Cremlino annunciò di averne distrutto uno). Nel dicembre 2021 l’Italia aveva avviato il percorso per acquistare dieci nuovi Sampt/T, il primo dei quali è stato consegnato ieri all’Esercito. Ora la Difesa si è accorta che, dovendo acquistare più materiale e con l’esigenza di adattare i prezzi, serve di più.
Il documento arrivato in Parlamento specifica “l’onere complessivo” di 5.341,87 milioni di euro e che “la seconda fase dell’impresa sarà finanziata per un importo di 2.291,87 milioni a valere sui capitoli di spesa del settore investimento del bilancio ordinario del ministero della Difesa e del ministero del Made in Italy”. Si tratta di un investimento spalmato su 15 anni: 215 milioni per il 2026, 191 per il 2027 e 230 per il 2028 e così via.
La somma è necessaria per coprire il costo di vari armamenti, tra cui appunto “batterie Samp/T New Generarion per l’Esercito italiano e per l’Aeronautica militare inclusive di veicoli per la mobilità tattica, moduli di supporto logistico e kit di trasporto munizione”. Poi, tra l’altro, “l’acquisizione di radar Kronos Grand Mobile High Power e relativo gruppo elettrogeno inclusivi di veicoli per la mobilità tattica”. E ancora “l’ammodernamento del parco missili Aster 30 Bl”, oltre a diverse altri interventi.
Il testo non è chiaro sul perché i prezzi siano quasi raddoppiati in quattro anni. L’Osservatorio Milex, che da anni studia gli investimenti della Difesa e che insieme al Fatto pubblica la notizia, definisce “oscura” la ragione dell’incremento dei costi, motivato con generiche “nuove esigenze operative”, anche se “le ipotesi più sensate sono un aumento dei costi di produzione dovuto all’integrazione di tecnologie non previste inizialmente o un aumento quantitativo delle scorte di munizioni missilistiche”. Su questa ambiguità insistono Bruno Marton e Arnaldo Lomuti, capigruppo 5S nelle commissioni Difesa: “È diventata una consuetudine inaccettabile: spese per programmi di riarmo approvate solo pochi anni fa che lievitano di miliardi senza spiegazioni. Quali sono le nuove esigenze operative? Comprare missili per le batterie del nostro esercito o magari mandarle all’Ucraina?”. Di certo, al momento, c’è il conto da pagare. Solo quattro giorni fa, i 5Stelle denunciavano l’arrivo di altri sette programmi di riarmo (per droni, motoslitte, eccetera) per 4 miliardi.