la Repubblica, 24 gennaio 2026
Gabriel Garko: “Che noia le scene di sesso. Mi imbarazzo davanti alla troupe”
Un destino da seduttore, quello di Gabriel Garko. Re dei melò Mediaset, torso nudo e sguardo assassino, le polemiche sul viso stravolto, lui spiegò per problemi alla tiroide. Dieci anni fa il Sanremo con Carlo Conti, il coming out al Grande fratello nel 2020, Ballando con le stelle, il fallimento della Ares (la produzione per cui lavorava) nel 2022. Il ritorno come attore nel 2024 su Canale 5 con Anna Safroncik nella fiction Se potessi dirti addio di Simona e Ricky Tognazzi. Quest’anno, con la stessa squadra, dal 30 su Canale 5, un altro feuilleton in salsa gialla, Colpa dei sensi. Il nostro eroe ritrova l’amore di gioventù, Safroncik. Lei, marito straricco, nella prima puntata, dopo un’ora e 39 minuti di «no, io sono sposata con Enrico» cede alla passione sul pavimento.
Quante sciocchezze ha fatto per colpa dei sensi?
«Fai cavolate quando sei giovane. Oggi ho imparato che usando solo la razionalità si sbaglia. Se si avvicina una persona e senti che è negativa, devi ascoltare la pancia. Nella serie ci sono i sensi, un mistero e mio padre che muore».
Lo interpreta Tognazzi, che ha 70 anni: lei 53, paternità precoce.
«Gliel’ho chiesto io, mi piaceva l’idea. Adoro lavorare con Simona e Ricky, a volte è come essere dentro un frullatore, sono due pazzi geniali. Litigano e fanno pace».
È sempre l’uomo del destino, a cui nessuna resiste. Non si è stancato?
«Nelle fiction preferisco fare l’amante, se vedo una storia con il marito dopo cinque minuti cambio canale. L’amante ti sveglia, il marito ti fa addormentare».
Dipende dai mariti. Gloria Guida diceva con ironia che è stata l’attrice più pulita del mondo, per le docce nei film. È capitato anche a lei.
«Sicuramente. Non ho problemi con il mio corpo, ma ho un po’ di pudore a stare nudo davanti alla troupe; c’è il coprisesso, ok, ma stai con il sedere al vento. Nella serie c’è una scena forte... Spero non l’abbiano tagliata».
Se pensa che una scena hot sfiori il ridicolo lo dice?
«Dipende da come viene girata. Le scene di sesso sono le più noiose.Sei lì, davanti a tutti, in posizioni scomode, devi preoccuparti delle luci, dei capelli».
Dopo il coming out, cos’è cambiato?
«Faccio una premessa: fino a quando esisterà vuol dire che non si è realmente liberi. Per quale motivo una persona deve dichiarare le sue preferenze sessuali? Mi sono trovato in un momento della mia vita per cui o lo facevo io, o ci pensava qualcun altro in modo più brutale. L’ho fatto con naturalezza, e alla fine mi sono liberato di un peso. Forse, nella comunità lgbtq+ manca una lettera, la e, quella degli eterosessuali, perché l’umanità è intera. E l’animale più disperato è l’uomo».
Per anni ha vissuto due vite: pubblica, accanto alle donne, e privata, da omosessuale.
«Dopo quello che aveva detto Adua Del Vesco al Grande fratello, ho detto chi ero. La mia vita sentimentale pubblica era una fiction, storie finte – l’unica, vera, l’ho vissuta con Manuela Arcuri – non sono il primo e non sarò l’ultimo. Oggi sto con una persona da quattro anni, non è dell’ambiente, viviamo insieme e non si sa nulla. Il successo non è facile, la gente da fuori vede l’oro che luccica, tu le sbarre».
Appunto, la verità rende liberi.
«Ho passato un periodo in cui non sapevo chi fossi, ho sofferto di attacchi di panico. Mi sono accettato, la mia famiglia e gli amici sapevano, ho dovuto reprimere tutto. Mi sono sentito dire: “Non sei stato onesto, ci hai preso per il culo”. No, ho preso per il culo solo me. Sono andato in terapia».
È stato utile?
«Molto. Mi hanno detto: non capiamo come tu abbia retto. Lavoro su me stesso, mi guardo dall’esterno e riesco a proteggermi. Mi dico: passerà. Resilienza. Non sono bugiardo con me stesso».
Raccontare di sé, l’ha resa sicuro?
«Ho provato una sensazione strana, come un animale che cammina per la prima volta sul prato. Dopo il Grande fratello non volevo più uscire, era come se avessi vissuto con lo scafandro. Oggi non ho paura di dire quello che penso. Ti piace? Bene. Non ti piace? Pazienza».
Le fan facevano follie: la signora russa voleva un figlio, la Marilyn Monroe immaginaria si presentava davanti a casa. Come lo spiega?
«Non lo so. Sono situazioni che non so gestire e che mi spaventano. Va bene tutto, la folla, i selfie. ma se le persone invadono la privacy, no».
Le piacerebbe una commedia?
«Moltissimo, ma in Italia c’è qualche difficoltà a vedere una persona in ruoli diversi».
Non crede che ci sia snobismo o un pregiudizio nei suoi confronti?
«Sì, sicuro. Quando si fa il mio nome arriva prima il passato patinato. Per questo dico sempre al mio agente: appuntamenti di persona, almeno qualcuno conoscendomi cambia opinione».
Deve tanto alla bellezza, ha paura di invecchiare?
«La cosa che mi fa paura è non arrivarci sano e lucido».