Corriere della Sera, 24 gennaio 2026
Pensioni, con l’aspettativa di vita rischio uscita a 67 anni e mezzo
Il rischio c’è. Come sottolinea Il Sole 24 Ore, secondo le ultime proiezioni della Ragioneria generale dello Stato, l’età pensionabile dovrebbe salire di altri tre mesi nel 2029 e di altri due nel 2031, seguendo il meccanismo di legge di adeguamento dei requisiti alla speranza di vita, con scatti biennali: il prossimo nel 2027, poi nel 2029, nel 2031 e così via. Significa che per andare in pensione di vecchiaia ci vorrebbero 67 anni e mezzo dal 1° gennaio 2029 e 67 anni e 8 mesi dal 1° gennaio 2031 mentre per la pensione anticipata 43 anni e 4 mesi di contributi dal 2029 e 43 anni e mezzo dal 2031 (un anno in meno per le donne).
Previsioni contenute nell’aggiornamento del 26esimo Rapporto della Rgs sulle tendenze di medio lungo periodo del sistema pensionistico, che come ogni anno contiene le proiezioni fatte sulla base dello scenario demografico mediano. Un esercizio tecnico, quindi, che non determina le decisioni di legge. Per queste servono infatti i dati che rileverà l’Istat a consuntivo sull’andamento della speranza di vita a 65 anni e poi le scelte del governo. E la politica è già intervenuta più volte per bloccare o rallentare questo meccanismo. Nel primo caso col governo Conte 1 nel 2019 e nel secondo con l’esecutivo Meloni che ha diluito i tre mesi in più che sarebbero dovuti scattare dal 2027: tra un anno ne aumenterà uno solo (67 anni e un mese) mentre gli altri due dal 2028 (67 anni e tre mesi). Una decisione indigesta per la Lega, che si propone di tornare alla carica puntando sulla comprensione del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che è della stessa Lega. Solo che intervenire costerebbe molto.
Per avere un’idea, basti dire che bloccare l’aumento dei tre mesi dal 2027, come voleva il Carroccio, avrebbe richiesto una copertura di 3 miliardi. Ed è questo il motivo per il quale l’adeguamento è stato solo diluito. Ma bisogna tener conto anche di una variabile che si inserirà nel dibattito: le elezioni politiche del 2027. Tutti i partiti dovranno prendere posizione mentre i sindacati già chiedono il blocco degli adeguamenti (Cgil) o l’apertura di un tavolo (Cisl). Per le opposizioni è facile accusare il centrodestra, che in campagna elettorale aveva promesso di «smontare la Fornero» (anche se in realtà il meccanismo di adeguamento fu introdotto prima, dal governo Berlusconi nel 2010). Il Pd ha presentato una mozione e ha ottenuto che lunedì se ne discuta alla Camera. In ogni caso, va ricordato che sull’adeguamento dei requisiti all’allungamento della vita poggia la sostenibilità finanziaria del sistema. Sottolinea l’ufficio studi di Unimpresa: «Le riforme adottate dal 2004 in poi hanno prodotto una riduzione cumulata dell’incidenza della spesa pensionistica superiore a 60 punti di Pil al 2060, con oltre un terzo del risultato attribuibile all’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita».