Corriere della Sera, 24 gennaio 2026
Cile, il ministro Rabat avvocato di Pinochet
Dracula a dirigere la salute pubblica? Mettiamola così, se vogliamo, vedendo che Fernando Rabat, uno degli avvocati del dittatore cileno Augusto Pinochet – durante il cui regime oltre tremila oppositori vennero uccisi e decine di migliaia furono torturati e arrestati – è stato nominato ministro della Giustizia e dei Diritti umani nel governo annunciato nei giorni scorsi dal neopresidente José Antonio Kast, il candidato di estrema destra eletto nel ballottaggio del 14 dicembre con il 58 per cento dei voti. «È un’offesa diretta alla memoria delle vittime», si legge in una dichiarazione firmata da sedici gruppi dei familiari di persone eliminate, fatte sparire o torturate negli anni seguiti al colpo di stato dell’11 settembre 1973.
Nella biografia di questo giurista cinquantatreenne, docente di diritto civile alla Universidad del Desarrollo, non c’è soltanto la partecipazione al collegio di difesa del generale golpista in processi come quelli riguardanti l’Operazione Colombo (119 «desaparecidos» nel 1975) o il caso Riggs (sottrazione di fondi pubblici per oltre 5 milioni di dollari, la fortuna occulta della famiglia Pinochet). Rabat è stato uno dei soci di Pablo Rodríguez, fondatore dell’organizzazione paramilitare Patria y Libertad responsabile di attentati contro il governo Allende, tra cui l’assassinio dell’aiutante di campo del presidente socialista, il capitano di vascello Arturo Araya Peeters. Riferendosi proprio a questo legame, il politologo Octavio Avendaño ha detto all’agenzia Efe che la scelta compiuta da Kast «è un segnale negativo, persino provocatorio».
Al contrario di quanto era avvenuto nelle due campagne elettorali precedenti (questo è stato il suo terzo tentativo di arrivare al palazzo de La Moneda), Kast non ha parlato prima del voto sulle sue dichiarate simpatie per la dittatura. Nella sua squadra sono entrati alcuni indipendenti, un tentativo di rispettare la promessa di essere un presidente «di tutti». Ma la nomina di Rabat e di un altro legale di Pinochet, Fernando Barros (andato alla Difesa) dimostra che la legittimazione degli orrori del passato – come è avvenuto anche in Argentina con Javier Milei – è un’arma politica alla quale, se non si crede pienamente nella democrazia, sembra difficile rinunciare.