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 2026  gennaio 24 Sabato calendario

L’assalto per un selfie vicino alle chiesette alpine. La Val di Funes: ora basta

Roma. Firenze. Milano e Val di Funes. Oppure Londra, Parigi, Roma e Val di Funes. Sono alcuni dei viaggi offerti da tour operator cinesi e giapponesi. Che sia il giro d’Italia o quello dell’Europa, la Val di Funes è diventata una tappa imprescindibile. Nell’era del turismo di Instagram tutti vogliono la foto davanti alla chiesetta di Santa Maddalena con i suoi prati e i monti delle Odle sullo sfondo. Adesso i paesani si sono stufati e il sindaco Peter Pernthaler ha deciso di chiudere le strade mettendo delle sbarre: dal prossimo maggio passeranno solo i residenti e chi soggiorna negli alberghi della zona Fino a una ventina di anni fa la Val di Funes era un posto conosciuto solo dagli appassionati di camminate, poi una pubblicità sulle schede telefoniche cinesi ha reso celebre in tutta l’Asia questa valletta – un tempo incontaminata – lunga solo 24 chilometri alle porte di Bressanone. Ed è iniziato l’assalto.
Il primo a farne le spese è stato un contadino, Gerhard Runggatscher, proprietario del maso Ranui. Sul suo prato sorge la chiesetta di San Giovanni, la prima ad essere presa d’assalto dai turisti asiatici. «Scendono dagli autobus, scavalcano le staccionate e calpestano i prati noncuranti degli animali al pascolo. Tutto pur di farsi una foto davanti alla chiesa. A volte me li sono trovati persino in casa», racconta Runggatscher, che nell’estate del 2022 ha deciso di piazzare un tornello all’ingresso del prato. Per passare basta mettere una moneta da due euro. Qualcuno ha protestato ma i paesani lo hanno capito, d’altronde quegli autobus carichi di turisti davano fastidio un po’ a tutti.
Con la chiesa di San Giovanni a pagamento, il problema si è spostato più in alto, nella frazione di Santa Maddalena, dove sorge l’omonima chiesa circondata dai prati. Ogni giorno arrivano centinaia di auto e decine di pullman che parcheggiano un po’ ovunque. I turisti scendono, si fanno la foto e ripartono. «Ci troviamo con le strade intasate e rifiuti ovunque» sottolinea il sindaco che ha deciso di correre ai ripari. «Quest’estate ci faremo trovare pronti: installeremo due sbarre e la frazione di santa Maddalena sarà raggiungile in auto solo dai residenti e da chi può dimostrare di alloggiare negli alberghi della zona. Auto e bus dovranno essere lasciati nel centro del paese che ha cento posti: una volta pieno dovranno fermarsi prima, stiamo discutendo col comune di Chiusa per potenziare la polizia municipale e istituire un servizio navetta» spiega Pernthaler che ha il pieno sostegno dei paesani, stufi dell’assalto del popolo dei selfie.
Ma la Val di Funes non è l’unico luogo diventato ostaggio del turismo cafonal della montagna. L’estate scorsa il problema si è presentato sul Seceda, distante in linea d’aria poche centinaia di metri. Sulla cima del monte c’è un balconcino di roccia da cui si possono ammirare i monti delle Odle: un panorama mozzafiato che nel 2023 è stato usato da Apple per dimostrare la qualità della fotocamera in occasione della presentazione dell’Iphone 15. I turisti sono arrivati a migliaia, tanto più che il balcone di roccia è raggiungibile con una camminata di pochi minuti dalla stazione a monte della funivia. I proprietari dei pascoli hanno piazzato un tornello per far pagare i turisti: 5 euro per percorrere quello che è stato ribattezzato il sentiero dei selfie.