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 2026  gennaio 24 Sabato calendario

La Lega: «La Consob? FI mise Vegas». Nuova lite con Tajani

Un botta e risposta tra Forza Italia e Lega. La partita per la nomina del presidente di Consob è ormai una prova di forza tra il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, e il partito di Matteo Salvini.
Dopo lo stop alla designazione del sottosegretario e deputato della Lega, Federico Freni, avvenuta martedì in Consiglio dei ministri, non passa giorno che Tajani non intervenga per ripetere che non intende farsi «imporre nulla da nessuno» e che per sostituire Paolo Savona al vertice di Consob non accetterà «la lottizzazione di un organismo di controllo». Il vicepremier aggiunge che una nomina politica rischia di violare la legge: «La guida della Consob non deve essere una spartizione tra partiti, ma deve essere affidata a una persona di alto livello. Ho anche il dubbio che un politico possa fare il presidente della Consob perché la legge lo impedisce». Un appunto che innesca la reazione della Lega.
Il Carroccio ha gioco facile nel ricordare il precedente di Giuseppe Vegas, transitato dal governo alla Consob. «Rispondiamo con la legge Frattini. La norma non prevede alcun divieto o incompatibilità. D’altronde nel 2010 (governo Berlusconi IV, ndr) fu proprio Forza Italia a indicare l’allora viceministro Vegas, come presidente dell’Autorità dei mercati finanziari. Due pesi e due misure?», fanno sapere dalla Lega. Lo stesso Savona, in scadenza il prossimo 8 marzo, è stato nominato alla Consob in quota alla Lega quando era viceministro agli Affari europei. Elementi finora insufficienti per ricomporre il corto circuito. Il nome di Freni come candidato circolava da tempo e non è un mistero che il suo passaggio all’Authority fosse gradito, oltre che al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, anche a Palazzo Chigi. Il prossimo Consiglio dei ministri è fissato per giovedì prossimo, ma la replica di Tajani alle osservazioni della Lega pare escludere l’ipotesi di un accordo a breve. «Ho detto quello che dice la legge e che le decisioni si prendono insieme, non mi faccio imporre nulla da nessuno», scandisce il vicepremier, con specifica a seguire:«Se c’è una proposta che arriva in Consiglio dei ministri della quale io non ero stato informato non la voto. Continuo a dire che serve un personaggio che non sia un politico, questa è la linea e non cambio posizione». Il tecnico gradito a Tajani sarebbe Federico Cornelli, attuale commissario Consob.
Nel frattempo si apre un ulteriore fronte, con la Lega che lancia Antonio Rinaldi come candidato sindaco a Roma, ma incassa l’immediato gelo da parte di Forza Italia.