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 2026  gennaio 23 Venerdì calendario

Roma, mille nuovi taxi in strada. In calo file e attese al telefono

Le mille nuove licenze dei taxi sono quasi tutte già in strada – restano da assegnarne circa una trentina tra quelle che non sono state acquisite dai vincitori del concorso – ma il servizio mostra già chiari miglioramenti sulle strade della Capitale. Le attese ai radiotaxi nelle ultime settimane si sono ridotte notevolmente, in tutte le fasce orarie. E non si vedono più quelle file lunghissime di utenti in attesa, davanti alla stazione Termini, che erano diventate il simbolo anche visivo delle difficoltà del settore. Restano in piedi, però, i ricorsi accolti dal Tar del Lazio e presentati da una settantina di candidati che avevano partecipato per entrambe le categorie (licenze ordinarie e per il trasporto dei disabili), ma che sono stati collocati dietro ai candidati che avevano scelto di concorrere per una sola tipologia: circostanza per la quale il Campidoglio ha deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato.
La procedura si era di fatto aperta più di un anno fa, quando 4.274 aspiranti tassisti (di cui 799 donne) avevano presentato domanda di partecipazione al concorso per le mille licenze, di cui duecento per le auto adibite al trasporto di persone con disabilità. Al termine delle selezioni sono state pubblicate le graduatorie finali: tra i mille vincitori, però, 176 non avevano perfezionato le pratiche per il ritiro dell’autorizzazione, di cui 52 per il trasporto dei disabili. A questo punto, sono stati contattati i primi “esclusi” dalle classifiche, ai quali è stato proposto di subentrare nella titolarità della licenza. Non si tratta di un’operazione a titolo gratuito, ovviamente: il contributo previsto per ottenere il permesso è di 75.500 euro per una concessione ordinaria e 58.500 per le vetture adibite al trasporto disabili. L’80 per cento dei soldi incassati dal Campidoglio per le nuove concessioni sarà distribuito tra i 7.715 tassisti già operativi in città, che si divideranno circa 7.360 euro a testa: una sorta di ristoro per l’aumento della concorrenza. Il resto, circa 14,1 milioni di euro, rimarrà nelle casse di Palazzo Senatorio. Questi fondi dovranno però essere utilizzati «per il miglioramento del controllo, della qualità degli autoservizi pubblici non di linea e della sicurezza dei conducenti e dei passeggeri».
La gran parte dei “ripescati” ha quindi accettato di rilevare le licenze proposte, quasi completando il quadro. Resta il tema dei ricorsi, accolti dal Tar, di un gruppo di aspiranti tassisti, rappresentati dall’avvocato Antonino Galletti, che contestano i criteri utilizzati per la formazione delle graduatorie. In attesa che si pronuncino i giudici amministrativi di secondo grado, l’amministrazione comunale conta di sanare la situazione proprio grazie alle licenze rifiutate dai primi vincitori che, a quanto si apprende, dovrebbero consentire ai ricorrenti di far parte del gruppo delle mille nuove auto bianche (la maggior parte di questi ultimi sarebbe già rientrata). Altrimenti sarà il Consiglio di Stato, in ultima istanza, a dirimere definitivamente la questione. Nel frattempo, la prova sul campo sta dando buoni risultati per l’efficienza del servizio. Tanto che l’accresciuto numero di vetture in strada ha già portato alcune sigle sindacali della categoria, come UsbTaxi, a chiedere di predisporre un nuovo piano per i parcheggi delle auto bianche, spesso troppo pieni, da Termini a piazza del Popolo. Per rendere così più facile il lavoro dei tassisti.
Con il nuovo bando era arrivato anche un aumento delle tariffe: a cominciare dall’introduzione di un prezzo minimo pari a 9 euro, per arrivare a un aumento dello scatto al tassametro (da 3 a 3,50 euro nei giorni feriali). E ancora, partendo dalle Mura Aureliane, è salita anche la tariffa fissa per gli aeroporti della Capitale. Per andare o tornare da Ciampino, il prezzo è passato infatti da 31 euro a 40 (con un incremento del 30 per cento) mentre per Fiumicino la tariffa fissa è arrivata a 55 euro (in precedenza era fissata a 50).