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 2026  gennaio 23 Venerdì calendario

Francesca Pascale fa litigare i leghisti: Vannacci è pronto a uscire

Il generale sembra davvero sulla porta, e la Lega non smania per trattenerlo. Anzi, pare avere fretta di accompagnarlo fuori. E un’ottima ragione – o pretesto – per riuscirci può essere anche Francesca Pascale, vogliosa di andare a ragionare con i leghisti che, incredibile, hanno urgenza di aprire ai temi del mondo Lgbtq+. Il rapporto tra Roberto Vannacci e il Carroccio, il partito di cui sarebbe ancora vicesegretario per volere di Matteo Salvini, potrebbe essere davvero ai titoli di coda. Una settimana, forse due, e Vannacci strapperà, dando il via a un suo partito autonomo, assicurano varie voci dal suo giro. Con tre parlamentari che sarebbero già decisi al salto: Edoardo Ziello, Rossano Sasso e il già meloniano Emanuele Pozzolo, ora al gruppo Misto, noto per l’incidente del Capodanno 2024 in cui un colpo di una sua pistola ferì un uomo. “Forse sono solo i suoi che spingono, magari partiranno loro e lui rimarrà ancora nella Lega” ribattono (o malignano) dal Carroccio.
Però la certezza è che questo fine settimana il generale non ci sarà, alla convention del partito in Abruzzo, nelle cittadine di Roccaraso e Rivisondoli. Dove il più che salviniano Armando Siri, capo dei dipartimenti della Lega, presenterà un manifesto dei tempi nuovi, che vuole portare il partito verso posizioni più moderate. Perfino sui migranti, a leggere il testo anticipato ieri dall’AdnKronos: “Accogliere significa assumersi responsabilità”. Tanto da assicurare: “Nessuna tolleranza verso estremismo e radicalizzazione”. Ma c’è anche una timida apertura sui diritti civili: “Bisogna fare di più per la tutela della famiglia e di tutte le forme di convivenza fondate sull’amore”. Fino a un lungo passaggio contro le guerra, con interessante chiosa: “Abbiamo bisogno di individui che alimentano lo spirito e non di generali che arruolano eserciti”. Sembra un indiretto sberleffo proprio a lui, a Vannacci.
Quello che in Abruzzo marcherà visita, ufficialmente perché “ha altri impegni” (Claudio Durigon a Un giorno da pecora). Di fatto perché si sarebbe sentito fuori posto a Rivisondoli, dove domani sera a discutere dei diritti Lgbtq+ ci sarà anche Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, che nelle scorse ore ha fatto i complimenti alla Lega “perché è il primo partito che apre un tavolo sui diritti civili, e non me lo aspettavo”. Non a caso, il vannacciano Sasso sbotta: “Pascale va alle manifestazioni della Lega, invitata a perorare la causa Lgbt? Cosa sta succedendo alla Lega? È l’inizio della trasformazione in quella destra ‘liberale e progressista’ che qualcuno ha paventato in un manifesto?”. Tradotto: nella Lega come la vorrebbe l’ex presidente del Veneto Luca Zaia, autore anche lui di un recentissimo manifesto. Per questo Sasso si dice sospettoso: “Certe cose non si fanno mai per caso o per sbaglio. Resto delle mie idee. Ma, probabilmente, sono io quello sbagliato”. Traduzione: ci indicano la porta. Anche perché ambienti vicini al generale ricordano anche la lite in tv a Lo Stato delle cose tra lui e l’ex compagna di B., un anno e mezzo fa, in cui Pascale accusò Vannacci di essere “un represso”. Per questo in serata Siri precisa: “Il manifesto è un contributo personale, non è del partito”. Come a togliere un pretesto al vicesegretario. Ma i suoi sodali sono già oltre: “Ormai Roberto deve uscire, altrimenti rischia di restare schiacciato”. Quindi, scissione. Il nome della nuova creatura sarebbe già pronto. E almeno altri quattro deputati sarebbero pronti ad aggiungersi al trio dei vannacciani doc. Ma in attesa ci sarebbero anche amministratori locali.
Raccontano che il generale avrebbe già testato il peso della sua lista con un sondaggio, che la darebbe in una forbice tra il 3 e l’8 per cento. Sussurri da verificare. Mentre è già evidente l’obiettivo, assaltare da destra Salvini e Giorgia Meloni, con una sorta di Alternativa per la Germania all’italiana. Pronta a rinfacciare al ministro le mille giravolte verbali sull’Ucraina, e a incalzarlo pure sulla sicurezza con idee e progetti più draconiani dei suoi. Non a caso ieri da Ventimiglia – dove è stato contestato – Vannacci ha picchiato proprio sui migranti: “La redistribuzione non è una soluzione, il punto è bloccare gli ingressi”. Quanto alla sicurezza, “è decaduta tantissimo negli ultimi anni, vista l’invasione di immigrati”. Sillabe anche contro il governo, dal generale con la valigia in mano.