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 2026  gennaio 23 Venerdì calendario

Salgono le accuse per Marius, figlio della principessa di Norvegia. Ha trasportato 3 kg di marijuana

Sono 32 i capi d’accusa cui dovrà rispondere Marius Borg durante il processo che si aprirà il 3 febbraio, ma prima ancora di salire sul banco degli imputati, il figlio della principessa Mette-Marit ammette alcune gravi colpe. La famiglia reale norvegese sta attraversando un momento difficile per via delle gravi colpe imputate al figliastro del futuro re: Marius Borg Høiby dovrà rispondere di 32 capi d’accusa, tra cui quattro capi d’accusa di violenza sessuale contro quattro donne diverse, e potrebbe essere condannato fino a 10 anni di carcere. Alla tensione dell’attesa, si aggiunge oggi un’altra notizia shock: la Procura di Stato ha deciso di aggiungere sei nuovi capi d’accusa. La più grave – sebbene la Procura la consideri un episodio isolato e avvenuto con ragionevole anticipo – avrebbe avuto luogo nel luglio 2020, quando Marius ha ricevuto almeno 3,5 chilogrammi di marijuana e l’ha trasportata da Lørenskog a Tønsberg, città situate a un’ora e mezza di macchina di distanza, per poi consegnarle a qualcuno. Un crimine che il ventinovenne avrebbe già ammesso. Non è chiaro se sia stato pagato per questo; secondo le stime del quotidiano Aftenposten, quel carico poteva valere tra 210.000 e mezzo milione di corone (ovvero, tra i 18.000 e i 43.000 euro). A questa nuova, grave accusa, se ne aggiungono altre cinque: due sarebbero legate alla violazione di un ordine restrittivo nei confronti di una delle sue ex fidanzate, mentre tre a infrazioni al codice della strada. Il processo imminente ha trascinato la famiglia reale al centro di un grosso scandalo; il ragazzo non è principe e non figura in linea di successione al trono, perché nato prima del matrimonio di Mette-Marit (allora, una madre single) con Haakon di Norvegia, celebrato nel 2001, ma comunque figliastro del futuro re e cresciuto nella famiglia reale da quando aveva solo quattro anni. Dopo di lui, sono nati due figli dalla nuova unione: Ingrid Alexandra, seconda erede al trono norvegese, oggi ventiduenne, e Sverre Magnus, 20 anni.
Tutto è iniziato nell’agosto del 2024, quando Marius è stato arrestato per la prima volta, accusato di aver aggredito la fidanzata nel suo appartamento a Frogner, Oslo. Allora, ammise di soffrire di “disturbi mentali” fin dall’adolescenza e di aver “combattuto contro l’abuso di sostanze”, promettendo: “riprenderò il trattamento e lo prenderò molto seriamente. L’uso di droghe e le mie diagnosi non giustificano l’accaduto”. Da lì, si è trasferito a Londra per la fase di rehab, ma nel novembre dello stesso anno è stato di nuovo arrestato.
Nel suo discorso di fine anno, re Harald ha ammesso che affrontare tutto questo è stato più che difficile. E non è stato l’unico problema da affrontare, per la famiglia reale: l’88enne monarca non gode di buona salute e il principe Haakon sembra non essere ancora pronto a succedergli, perché si sono aggravate le condizioni della moglie, Mette-Marit, affetta da malattia degenerativa e in attesa di un possibile trapianto di polmoni. Una condizione che l’ha costretta a ritirarsi dagli incarichi ufficiali, senza una data fissata per il suo ritorno. Inoltre, solo nel 2024 era stata invece la principessa Märtha Louise a far parlare di sé, la figlia maggiore del re, che dopo aver rinunciato ai suoi doveri reali, ha sposato lo sciamano americano Durek Verrett, inviso alla sua famiglia come pure all’opinione pubblica del suo Paese. Anche Mette-Marit e Ingrid Alexandra non si sono tirate indietro, accettando di parlare del caso di Marius Borg; sua madre lo ha fatto partecipando a un programma televisivo a fine 2025, esprimendo rammarico per le accuse rivolte a lei e a Haakon come genitori e declinando ogni responsabilità rispetto a “cose che non avrebbe fatto”; alcuni media hanno scritto che la principessa avrebbe ricevuto un preavviso del primo arresto di suo figlio nell’agosto 2024, e che avesse fatto rimuovere alcune prove dal suo appartamento. Quanto a Ingrid, si è stabilita in Australia per studiare e ha ammesso quanto la situazione sia difficile per lei, come sorella, come per il resto della famiglia. Senza dimenticare di specificare che lei resta sempre dalla parte delle vittime.