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 2026  gennaio 23 Venerdì calendario

Whoopi Goldberg star di Un posto al sole: “Mi manca Patrick Swayze, se ho fatto Ghost lo devo a lui”

Whoopi Goldberg, 70 anni compiuti a dicembre, star internazionale che ha girato con Steven Spielberg e cantato e ballato nella saga di Sister Act debutta in una soap opera. Artista vincitrice di Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award (il quartetto di riconoscimenti americani che vanno sotto l’acronimo di Egot) e volto televisivo di primo piano negli Stati Uniti dove da quasi vent’anni conduce The view, rifiuta la definizione di icona e sbarca in Un posto al sole, il serial più longevo d’Italia prodotto da Rai Fiction, Fremantle e Centro di Produzione TV Rai di Napoli.
Da oggi Goldberg è infatti nel cast della soap nei panni di Eleonor Price, imprenditrice americana che fa il suo ingresso a Palazzo Palladini. “Mi piace il profumo di Napoli al mattino” dice – parafrasando la celebra battuta di Apocalypse now sul Napalm – quando mette piede nel palazzo di Posillipo, odorando un limone che è rotolato ai suoi piedi dopo essere sfuggito di mano al goffo portiere Raffaele (Patrizio Rispo). Nascerà con lui un’amicizia che porterà Mrs Price – e di conseguenza Whoopi – a girare per tutta Napoli. La incontriamo su zoom a tarda sera, parte una chiacchierata a 360 gradi che riguarda cinema, televisione, la lezione che sua mamma le ha lasciato, papa Francesco, il re della moda Valentino, il cinema italiano con cui è cresciuta, la gratitudine che ancora prova per Patrick Swayze (era con lui nel cult Ghost). C’è anche una riflessione sull’intelligenza artificiale, che “può essere pericolosa per lo spettacolo” e sul successo che, osserva, “mi ha salvato la vita”. L’unico tema che non vuole affrontare è la politica americana e il suo Presidente. “Quando sono stata a Napoli sul set è stata per me un po’ una vacanza – ci confessa – perché non ho dovuto parlare di politica e neppure pensarci più di tanto. Sapevo quello che succedeva nel mondo ma per due settimane mi sono presa una pausa. Viviamo in un mondo che va veloce, io sto invecchiando e vorrei muovermi più lentamente”.
“Ho passato molto tempo in Italia – in Sardegna, in Sicilia – e volevo lavorarci, ho fatto un film (Leopardi & co., ndr) e quando è spuntata questa opportunità mi sono detta: non ho mai fatto una soap opera, proviamo. Negli Stati Uniti, come anche in Italia, c’è pregiudizio nei confronti delle soap ma io le trovo straordinarie anche perché permettono di staccare la mente. Gli attori che ci lavorano sono straordinari, devono memorizzare tre-quattro episodi insieme. Noi, attori normali, siamo fortunati se ricordiamo una scena, mi piacerebbe tanto avere una memoria così. Qui negli Stati Uniti ho il mio show ma è tanto che non sto su un set, Un posto al sole mi ha ricordato che sono un’attrice e mi è tornato il desiderio di recitare, che è il mio primo amore”.
"Sono arrivata – racconta Goldberg – e non ha fatto che piovere, era il periodo di Natale, però ho incontrato tante persone che volevano farmi godere la bellezza della città. La cosa che mi ha più colpito è stata la chiesa di San Gennaro, tutto oro e argento. Ho assaggiato il famoso limoncello e sono andata a zonzo per le strade, almeno in tutti i momenti in cui la pioggia si fermava. Mi è piaciuto moltissimo un gigantesco presepe che ho visitato, ho solo un rimpianto – scherza – non ho trovato la statuina del presepe con il mio personaggio, magari sarà per la prossima volta. Napoli mi ricorda New York, che tu sia Bob De Niro o Sophia Loren gli attori sono tutti orgogliosi delle proprie origini”.
"La mia prima connessione con l’Italia è stato il cinema, in particolare quello di Vittorio De Sica con Sophia Loren. Guardando quei film mi sembrava che potessi andare in Italia ed essere italiana, urlare “Ciao”. Credo che in tutto il mondo si abbia questo effetto quando si vedono i film italiani, poi l’Italia è fatta di mille sfaccettature: ho vissuto in Sardegna che è un’esperienza totalmente diversa rispetto a Napoli. L’Italia è una cornucopia di modi di vivere diversi e persone differenti. Che mi fa felice. Sognavo di essere diretta da Fellini ma oggi che non c’è più sono a disposizione di ogni regista italiano. Ingaggiatemi”.
“Amavo Papa Francesco. Ha fatto quello che Giovanni XXIII ha fatto quando io ero piccola, all’epoca fondamentalmente diceva ‘Se volete che la gente venga alla Chiesa dovete andare dalla gente’. Non importa che tu sia spagnolo o greco il Papa deve partecipare alla loro vita. Questo è quello che voglio dalla Chiesa, che dica ‘vengo dove sei tu’”.
"Ho incontrato Valentino un paio di volte, ma è stato molto gentile. In generale mi intimidiscono le persone della moda e invece lui mi ha guardato in faccia e mi ha detto “bella” (in italiano ndr) e io che non ho capito cosa ha detto, ho chiesto ‘cosa ha detto? Cosa ha detto?’ E gli ho detto grazie… Ho amato molti stilisti ma lui era unico con una sua visione, ha aperto la strada ad altri stilisti italiani per portare la propria visione. Io ho amato e amerò per sempre Giorgio Armani perché di certo io non sono snella e non ho il corpo di una modella ma amo i vestiti. Qualche anno fa Pierpaolo (Piccioli, ndr) ha fatto un abito per me e mi ha chiesto cosa volevo. Gli ho risposto ‘non ti dico cosa voglio, sei tu che devi dirmi cosa indossare e sai cosa ’. Anche perché io altrimenti sarei sempre in nero come una suora. Sono grata a Valentino e a tutti gli stilisti italiani che mi hanno vestita perché il loro lavoro è spettacolare”.
"Senza speranza non si vive. Io ce l’ho e credo che le persone possano offrire il meglio di sé, e io ho questo atteggiamento: cerco sempre la parte migliore delle persone prima dei problemi. Se ti incontro e non la pensiamo allo stesso modo, possiamo comunque avere uno scambio. Ci sono tante cose dure da mandare giù nella vita, ma anche tante cose belle. E la chiave di tutto è trovare un equilibrio. Io sono una che ha speranza, l’ho preso dalla mia mamma”.
Quando le chiediamo che ricordo ha di Ghost, il film che nel 1991 le ha consegnato il premio Oscar come miglior attrice non protagonista ci risponde: “Il mio ricordo più forte di quel film è la gratitudine che ho provato per Patrick Swayze e proverò per sempre. È lui che ha chiesto a chi faceva il casting: perché non avete parlato con Whoopi? Ma i produttori pensavano che io avrei allontanato il pubblico e allora Patrick gli ha detto ‘se volete che io lo faccia dovete almeno farle fare un provino’. Se lui non l’avesse detto io non avrei fatto quel film, lui è la persona che ho ringraziato insieme a mia madre. Fare il film con lui e anche con Demi è stato molto divertente, noi tre ci siamo divertiti tanto e siamo diventati molto molto amici. Per me la sua perdita è stata enorme, mi manca come mi manca Robin Williams. Ho molti amici che sono ascesi in cielo, se pregano per me dal cielo so che sono al sicuro io da parte mia ringrazio Dio per averli incontrati”.