la Repubblica, 23 gennaio 2026
La fuga in avanti di Rutte irrita gli alleati Nato: “Non aveva un mandato
Rutte non può negoziare per noi». Le parole del ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, sono esplicite. Non si tratta solo di una precisazione ma di una vera e propria presa di distanza dal segretario generale della Nato. E si tratta di un giudizio non circoscritto ai soggetti più direttamente interessati alla questione Groenlandia. Ma all’interno dell’Ue non sono mancati malumori per l’atteggiamento supino tenuto da Rutte nei confronti del presidente Usa, Donald Trump.
Una valutazione che infatti ha portato ad una scelta che non sembra coerente con quel che è accaduto nelle ultime 48 ore ma lo è rispetto alle considerazioni emerse nelle ultime ore: il capo dell’Alleanza Atlantica non è stato invitato al Consiglio europeo informale di ieri. Ovviamente non era previsto, non ne fa parte. Ma non sarebbe stata certo una prima volta. In queste circostanze, però, avrebbe rappresentato l’occasione migliore per resocontare sui colloqui avuti con il tycoon e sull’ipotesi di un’intesa relativa all’isola artica. La scelta compiuta dal presidente del consiglio europeo, Antonio Costa, non è stata dunque casuale. I sospetti sulla troppa adesione alla Casa Bianca culminati qualche mese fa nel soprannome di “paparino” dato da Rutte a Trump, infatti, non tranquillizzano molti dei leader Ue.
Tra l’altro il Segretario generale non ha ricevuto un mandato formale per discutere la vicenda con il presidente americano. Ha avuto diversi contatti telefonici con lo stesso Costa, con la premier danese Frederiksen, con quello inglese Starmer, con il Cancelliere tedesco Merz e con il presidente francese Macron. Dai loro ha ricevuto in particolare indicazioni su quali potessero essere le linee rosse da non superare. Ma nessun orientamento sui contenuti dell’accordo. E infatti a Bruxelles, sia ai vertici della Commissione sia a quelli del Consiglio nessuno è a conoscenza degli aspetti specifici del quadro composto con l’inquilino della Casa Bianca. Circostanza che ha alimentato più di un dubbio. Anche perché gli europei, pur soddisfatti della retromarcia di Washington che ha evitato una nuova guerra commerciale e la possibile rottura dell’Alleanza, ne attribuiscono la causa alla loro “fermezza” e non alle capacità di mediazione di Rutte. Da notare per di più che nessuno ha pubblicamente ringraziato l’ex premier olandese per il lavoro svolto con il presidente a stelle e strisce.
Così basta ascoltare le voci di Danimarca e Groenlandia per capire il clima. «Nessun altro oltre alla Groenlandia e al Regno di Danimarca – ha sottolineato il primo ministro groenlandese, Jens-Frederick Nielsen – ha il mandato di stipulare accordi o intese sulla Groenlandia e sul Regno di Danimarca senza di noi». Nessuno, ovviamente, nasconde l’aspetto «positivo» di quanto è accaduto a Davos ma, ha avvertito il Ministro degli Esteri della Groenlandia, Viviane Motzfeldt, «non si raggiunge un accordo senza la nostra partecipazione e noi dobbiamo ancora esprimere le nostre riserve. Non c’è dubbio che abbiamo ancora molto lavoro da fare». «Abbiamo delle linee rosse, ovviamente – ha ripetuto la prima ministra danese senza citare il segratrio generale della Nato -. Penso sia chiaro a tutti che siamo uno Stato sovrano e non possiamo negoziare su questo perché fa parte dei valori democratici più basilari, ma ovviamente possiamo discutere con gli Stati Uniti su come possiamo rafforzare la nostra cooperazione comune sulla sicurezza nella regione dell’Artico». Come a dire: con Trump trattiamo noi e non degli intermediari.
Gli incontri a questo punto proseguiranno in modalità trilaterale: Usa, Danimarca e Groenlandia. «Ci si può sempre fidare – ha commentato ieri il segretario generale della Nato – delle parole di Donald Trump». Esattamente quello che nessun leader europeo pensa. Perchè nel Vecchio Continente governi e Unione europea continuano a predisporre tutte le contromisure. Il rischio che “The Donald” cmabi di nuovo idea non viene considerato remoto. Le relazioni transatlantiche sono cambiate per sempre.