corriere.it, 23 gennaio 2026
Stellantis assume a Torino, ma non trova under 30
Sì a indossare la tuta blu, ma non di notte e neppure il sabato, giorno dedicato alla palestra. In questi giorni alla porta 2 di Mirafiori procede a passo veloce una sfilata di candidati operai under 30 che da queste parti non si vedeva dagli anni Novanta. Eppure nello zainetto oltre al Cv con tanto di diploma spuntano diversi paletti, alcuni del tutto nuovi per il mondo della fabbrica.
L’ex ceo di Stellantis Carlos Tavares aveva promesso l’assunzione di giovani a Torino. Il nuovo ad Antonio Filosa ora lo sta facendo davvero, chiudendo la stagione della cassa integrazione. E ha avviato la selezione di 440 operai che dovrebbero mettere in marcia – insieme ai 2 mila colleghi più esperti – la linea della Fiat 500 ibrida, che non è il nuovo modello in più richiesto dai sindacati, ma la 500 elettrica riconvertita al motore, ultima speranza per far decollare la fabbrica oltre i 100 mila pezzi l’anno. «Dalle 9 alle 17 li vedi entrare e uscire uno dopo l’altro. Non hanno neanche la barba», scherza un addetto di lungo corso delle Carrozzerie abituato com’è a confrontarsi – tra una pausa e l’altra della cassa integrazione durata 13 anni – con colleghi di età media superiore ai 55 anni; un terzo con acciacchi da usure di vita e lavoro.
Tute blu e capelli grigi. Ma rinverdire la popolazione della fabbrica sembra un percorso in salita o almeno più complesso del previsto. La richiesta, appena sussurrata dai dirigenti Stellantis, anche per evitare critiche per discriminazione, è assumere ragazzi sotto i 30 anni. Con buona pace di quegli operai di Mirafiori avanti con gli anni e figli a carico over 30 che vorrebbero sistemare in linea. «Alcuni over 35 sono stati selezionati dall’azienda ma poi messi in stand by, probabilmente saranno sistemati altrove. In fabbrica vogliono solo giovanissimi. Da vedere se li trovano», dice Gianni Mannori della Fiom Cgil. Assumere infatti è complicato anche nell’azienda considerata per quasi un secolo una garanzia di solidità, al pari di impiego statale.
Ad oggi le 4 agenzie al lavoro per Stellantis hanno individuato un piccolo esercito di un migliaio di persone. Un rapporto di due proposte per posto di lavoro, che è un buon risultato nella terra del divario tra domanda e offerta che si allarga pericolosamente in tutte le fabbriche. Unioncamere stima che in Piemonte nell’84% dei casi è quasi impossibile trovare un operaio specializzato. E questo a fronte di un crollo delle assunzioni, appena 4 mila nell’ultimo trimestre, quasi la metà rispetto al 2024. In palio a Mirafiori c’è un contratto in somministrazione con le agenzie e la prospettiva di un inserimento stabile.
Giovani in fila ce ne sono ma con paletti ben fissati nel Cv: il turno di notte? Meglio di no. Il sabato? Vorrei averlo libero. Alcuni under 30 fanno retromarcia durante il colloquio. «Il mondo del lavoro è cambiato anche in fabbrica – dice Rocco Cutrì segretario della Fim Cisl – non stupiamoci. La crisi industriale rende forse meno sicure le posizioni di lavoro, oltretutto qui stiamo parlando di assunzioni in somministrazione e poi tanti giovani hanno altre priorità anche a fronte di stipendi buoni». La paga base è di circa 2.000 euro lordi a salire, fino a 2.600 (sempre lordi) a seconda dell’area. Il contratto proposto è in somministrazione, circa 10 mesi, fino a dicembre, con le agenzie del lavoro. Eppure già ai tempi del lancio della 500 elettrica si era incrinato qualcosa con diversi interinali che avevano mollato dopo un paio di settimane. Stellantis ha pianificato di lanciare il secondo turno in fabbrica della Fiat 500 entro metà marzo. Adesso si vocifera che la partenza potrebbe slittare di qualche settimana anche per la difficoltà a reperire personale adatto.
«Capita spesso che arrivino giovani diplomati che hanno voglia di lavorare ma con alcune condizioni. L’azienda ovviamente chiede la disponibilità a un eventuale terzo turno e il sabato. Il fatto è che non sempre tra gli under 30 la ritrovi», spiega Gianluca Rindone della Uilm. Un terzo degli attuali dipendenti della carrozzerie entro il 2029 andrà in pensione. «Mirafiori si svuota e non basterà inserire 300 -400 giovani per ridare slancio alla fabbrica. I giovanissimi non si trovano e inoltre mancano le qualifiche richieste, come quella di manutentore», spiega Igor Albera della Fim.
Per ritrovare l’appeal della fabbrica, oltre alla paga sicura, Stellantis torna a investire nel manufacturing. E ha messo a capo della divisione l’ex responsabile dello stabilimento di Atessa Paolo Accastello. Si vedrà. La nuova classe operaia che oggi sfila ai cancelli di Mirafiori in attesa di un colloquio e della visita medica vedrà se credere ancora al paradiso del posto fisso della grande fabbrica. Oppure sceglierà la palestra.