Corriere della Sera, 23 gennaio 2026
La cena degli insulti. Le offese dei ministri Usa, i «buu» di Al Gore e del manager tedesco
Con il passare delle ore emerge una ricostruzione dettagliata della cena di martedì sera a margine del World Economic Forum a Davos, dove si è consumato uno scontro fra rappresentanti europei e americani più grave di quanto sia apparso nell’immediato.
L’uscita dalla sala di Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, è solo uno degli episodi. Tutto inizia quando il segretario americano al Commercio, Howard Lutnick, inizia a esprimere le critiche ormai abituali della Casa Bianca all’Unione europea. Lutnick parla del Green deal secondo lui inutile e fallimentare, del ritardo dei Paesi europei nell’intelligenza artificiale, della crescita lenta. Ma il suo tono è particolarmente sprezzante, privo dello stile da giocatore di poker professionale di Donald Trump.
In quel momento l’ex vicepresidente democratico Al Gore, presente alla cena, perde la calma per l’approccio molto ruvido e offensivo di Lutnick. L’ex braccio destro di Bill Clinton si alza e se ne va urlando dei «buuu» all’indirizzo di Lutnick e dell’amministrazione Trump in genere. L’uscita di Christine Lagarde arriva poco dopo ma in realtà non è un caso unico.
A quel punto prende la parola il segretario all’Energia di Trump, Chris Wright. Urla: «Come vi permettete di mancare di rispetto al segretario Lutnick? Non sapete che vi state mettendo nei guai!». Anche un manager tedesco si alza e inizia a alzare la voce all’indirizzo di Wright.
Insomma è stata una finestra su quello che possono diventare i rapporti fra Usa e Europa, in un attimo, se le tensioni attuali scappassero di mano. La prima bozza di accordo sulla Groenlandia è arrivata su questo sfondo. Ma le distanze da colmare, anche psicologiche, restano.