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 2026  gennaio 22 Giovedì calendario

Turismo, in 24 milioni alle terme nel 2025 spese per oltre 5 miliardi, il 60% dall’estero

Il turismo termale, con 24 milioni di presenze nel 2025 e un fatturato diretto di oltre 5 miliardi di euro, si conferma un asset strategico. I dati emergono dal Rapporto Unioncamere-Isnart presentato ieri a Roma in occasione del convegno “Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato wellness”.
«Dalla nostra fotografia, il termalismo si conferma un prodotto strategico perché capace di tenere assieme percorsi di cura, salute e prevenzione, con un concetto di benessere in senso olistico, di cui c’è forte domanda, sia interna che internazionale», ha sottolineato Andrea Prete, presidente di Unioncamere.
Al convegno è intervenuto anche il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, che ha definito il turismo termale un fiore all’occhiello dell’Italia. «Ho presentato un disegno di legge che punta a tutelare e rilanciare il settore, anche attraverso la creazione e la promozione di veri e propri distretti termali, in grado di integrare servizi sanitari, turistici ed economici», ha annunciato il senatore della Lega.
Le destinazioni più competitive, ha evidenziato la ricerca presentata ieri, non sono quelle che offrono singoli servizi, ma quelle che riescono a costruire percorsi esperienziali coerenti, capaci di dare continuità e riconoscibilità alla vacanza all’insegna del benessere, legando assieme l’esperienza delle terme con la fruizione del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico del territorio.
«Il turismo termale dopo il Covid ha avuto una grande rinascita: parliamo di un turismo destagionalizzato, e questo è un fattore molto importante, democratico, perché alle terme si va anche con il supporto del Servizio sanitario nazionale, capace di attrarre flussi esteri, in particolare tedeschi, svizzeri e olandesi», spiega Massimo Caputi, presidente di Terme & Spa Italia.
Il turista in vacanza nelle destinazioni delle terme italiane ha speso nel 2025 quasi 2 miliardi di euro per alloggio e ristorazione, 1,9 miliardi per acquisti di servizi termali, wellness e attività ricreative, e un miliardo di euro per lo shopping. «Un visitatore su due è alto-spedente, con una spesa media pro-capite di 256 euro al giorno», afferma lo studio realizzato da Unioncamere.
«I dati confermano che il turismo termale è un comparto in forte evoluzione capace di generare decisivo valore economico per i territori e di intercettare una domanda, nazionale e internazionale sempre più qualificata», ha commentato Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria.
Ma quali sono i fattori che incidono di più sulla scelta di dove (e come) trascorrere le vacanze termali? Un turista su due decide sulla base del buon rapporto tra qualità e prezzo, mentre due turisti su cinque sono attirati dalla notorietà e dal branding della destinazione termale. Internet è il primo canale utilizzato per scegliere e prenotare (lo utilizza il 78% dei turisti termali). Per Loretta Credaro, presidente dell’Istituto nazionale per le ricerche turistiche e culturali, il contributo del web è stato decisivo: «Da qualche anno la filiera del turismo termale italiano ha avviato un processo di rivitalizzazione, con investimenti in infrastrutture e servizi accessori, ma anche nel branding e nella maggiore visibilità sul web, che hanno contribuito a riposizionarla su un segmento di offerta alto di gamma».