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 2026  gennaio 22 Giovedì calendario

Referendum, Nordio segnala l’Anm all’Agcom: “Basta fake, siano imparziali”

Prima aveva evocato l’intervento della magistratura, ispirando la denuncia dei Radicali. Ora ha deciso di passare all’azione anche formalmente: segnalare all’Agcom, l’Autorità Garante per le Comunicazioni, i pannelli e “maxi-poster” installati dall’Associazione Nazionale Magistrati nelle stazioni (in particolare quella di Milano) sulla possibile subordinazione dei magistrati alla politica: “Vorresti giudici che dipendono dalla politica? Al referendum, vota NO” recitavano i pannelli. Messaggi che hanno fatto talmente irritare il ministro della Giustizia che quest’ultimo nei giorni scorsi ha deciso di rivolgersi direttamente all’Autorità indipendente che deve assicurare la corretta concorrenza degli operatori e il pluralismo e le libertà nel settore delle comunicazioni.
Ad annunciare la decisione è lo stesso Nordio in risposta a un’interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia (firmata dal senatore Salvatore Sallemi) del 13 gennaio che, a proposito dei pannelli, chiedeva al ministro se avesse intenzione di attivarsi segnalando all’Agcom “le campagne di comunicazione che possano risultare potenzialmente fuorvianti rispetto al contenuto delle riforme oggetto di consultazione referendaria”. Nella risposta scritta del 15 gennaio, che Il Fatto ha potuto leggere in anteprima, Nordio risponde di aver “sollecitato e attivato” l’Agcom segnalando “possibili violazioni dell’equità e correttezza informativa nell’ambito della campagna referendaria in corso”. Con quale obiettivo? Porre “fine alla campagna di disinformazione e alla filiera di contenuti ‘fake’ in atto, permettendo che in uno Stato democratico sia garantita a tutti i cittadini la formazione di un libero convincimento”.
Il ministero della Giustizia, contattato dal Fatto, ha preferito non commentare.
Nella premessa Nordio spiega il motivo della decisione: analizzare “la riforma costituzionale sotto l’aspetto della correttezza divulgativa delle informazioni”. Il ministro della Giustizia, nella risposta all’interrogazione, parla di “disinformazione che si sta consumando ai danni della collettività” generata da “messaggi propagandistici, diffusi in ogni luogo” anche quelli che “dovrebbero essere istituzionalmente neutrali perché deputati all’amministrazione della giustizia e con svariati mezzi”. Messaggi che, continua, “non corrispondono né al contenuto della riforma, né alla volontà politica di questo governo”. Il ministro della Giustizia parla anche di “campagna mediatica particolarmente pervasiva” che rischia di ingenerare “rappresentazioni assolutamente lontane dai reali contenuti e dalla ratio della stessa riforma”. Il Guardasigilli si lamenta anche di aspettarsi un “confronto istituzionale tecnico” sulla riforma fondato sul “pluralismo, la correttezza e l’obiettività dell’informazione”, invece che dover “arginare campagne propagandistiche”.
Sui pannelli del “No”, invece, specifica che l’articolo 104 non cambia e che quindi la magistratura resta “un ordine autonomo e indipendente” rafforzando il giudice “terzo e imparziale”. Parole che, però, in parte confliggono con la sua intervista al Corriere del novembre scorso in cui aveva spiegato che la riforma della separazione delle carriere converrebbe anche alla leader Pd Elly Schlein perché “gioverebbe anche a loro nel momento in cui andassero al governo”, aveva detto riferendosi anche al caso dell’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella dimessosi nel 2008 dopo un’indagine.
Non solo: il Guardasigilli attacca anche i magistrati che hanno deciso di esporre quei pannelli perché le loro opinioni e i comportamenti dei pm devono “essere espressi in modo tale da non fare dubitare della sua indipendenza e imparzialità nell’adempimento dei compiti ad essa assegnati proprio dalla Costituzione”. Quella stessa Carta, continua Nordio, che da tempo viene “inneggiata e celebrata ora sotto forma di coccarda, ora agitandone il testo davanti agli uffici giudiziari”. Per questo, si legge ancora nella lunga risposta a FdI, queste opinioni “non devono determinare indebite interferenze nel corretto esercizio di funzioni costituzionalmente previste” e ledere “il diritto della collettività ad esprimere il proprio convincimento”.
Da qui la conclusione: Nordio è convinto che l’attuale assetto giudiziario vada “modificato e innovato” in un clima di “correttezza e lealtà informativa”. Per questo, oltre ai confronti sulla riforma, “nel rispetto delle prerogative del ministero”, via Arenula annuncia di aver “sollecitato e attivato l’intervento dell’Agcom segnalando possibili violazioni dell’equità e correttezza informativa nell’ambito della campagna referendaria in corso”. Nordio si rifà alla legge istitutiva dell’Agcom del 1997 e all’articolo 1 secondo cui l’Autority deve vigilare sulle campagne di comunicazione per elezioni e referendum. Tutto per porre fine alla “campagna di disinformazione e alla filiera di contenuti fake in atto”, conclude il ministro della Giustizia.