La Stampa, 22 gennaio 2026
Il musical dedicato a Topo Gigio e alla sua creatrice
Arriva dagli albori della tv in bianco e nero di cui è stato una delle icone. Eppure, malgrado sfiori i 70 anni di età, è giovane oggi come la prima volta che uscì dal tubo catodico. Anzi, gli ultimi mesi sono stati di un grande spolvero. La rinascita di Topo Gigio parte nel 2022 quando accompagna Drusilla Foer nell’Almanacco del giorno dopo: due più diversi non sono immaginabili, eppure funzionarono. Nel 2024 è fisso allo Zecchino d’Oro. Ma il gran salto è di circa un anno fa: a sorpresa a Sanremo, dove nella serata cover canta Nel blu dipinto di blu con Lucio Corsi (preceduta a dire il vero da un duetto con Valerio Lundini tra il commovente e l’esilarante sulle note di Brividi di Mahmood e Blanco). Per effetto transitivo viene chiamato a fare da testimonial dell’Italia all’Eurovision Song Contest, dove però come vera star non si appalesa. E ora la gran notizia: a marzo debutta il musical Topo Gigio. Strapazzami di coccole (anteprima a Genova al Teatro Verdi, e poi a Milano dal 6 al 15 al Teatro Lirico Giorgio Gaber e a Roma dal 25 al Brancaccio).
Regia e testi di Maurizio Colombi, supervisione artistica di Alessandro Rossi, musiche originali di Franco Fasano, costumi di Diego Dalla Palma e coreografie di Rita Pivano eseguite da un ensemble di 20 performer, del cast fanno parte Milena Miconi, Sergio Friscia e la giovanissima Teresa Morici. Topo Gigio è però protagonista indiretto: la storia ruota intorno alla sua inventrice e «mamma» Maria Perego in un mix di fantastico, quello dei sogni che si materializzano, e la realtà storica («ma romanzata», come si affretta a dire il regista che l’ha anche scritta). Per il mitico pupazzo, cui sono stati dedicati fumetti e cartoons, fotoromanzi e caroselli, libri e film, è la prima volta a teatro, ovvero che il pubblico lo vede live.
Topo Gigio diventa popolare fin dall’esordio nel 1959: non in un programma per ragazzi come ci si aspetterebbe, ma nel varietà Serata di gala dove aveva la voce di Domenico Modugno. Poi affianca Corrado (a quel punto con la voce di Peppino Marzullo, mentre ora è di Leo Valli) a La trottola e Canzonissima, e solo in un secondo momento allo Zecchino d’Oro diventa il partner d’elezione del Mago Zurlì-Cino Tortorella. Intere generazioni di bambini e adulti degli Anni 60 se lo ricordano.
Nel decennio seguente diventa star internazionale, dalla Spagna alla Germania, al Sudamerica, agli States dove va all’Ed Sullivan Show. Flirterà con Raffaella Carrà (è con lei, che accusava di farlo arrossire, che canta Strapazzami di coccole), Marisa Del Frate e Sandra Mondaini («Mi fan venire la tremarella»), Heather Parisi.
Bambino proprio in quegli anni, invece, Maurizio Colombi non ne è mai stato un fan. E se ora si dice conquistato («da lui scaturisce una strana magia»), prima di accettare ha avuto molti dubbi. «Da una parte non lo conoscevo abbastanza. E dall’altra vengo da troppi musical legati a personaggi per l’infanzia: Peter Pan e Pinocchio con le musiche di Bennato, Rapunzel, La Regina di Ghiaccio, Aladin. Però mi arrivavano forti segnali di interesse dall’estero dove Topo Gigio continua a essere una star: a Tokyo gli hanno dedicato un museo e negli Usa, dove è stato mascotte di Michael Jackson, Luis Armstrong, Shakira, ha milioni di follower». Per non parlare di Drusilla Foer... «Drusilla è una sua grande fan. Ha persino uno dei sei pupazzi originali sopravvissuti dei 12 creati dalla Perego nel suo laboratorio».
L’idea del musical è di Alessandro Rossi, che di Maria Perego è diventato l’erede alla sua morte nel 2019. «Ha iniziato una progressiva operazione di rilancio, per step successivi e mirati: Sanremo, Zecchino, e ora il musical. Però, c’era un problema: Topo Gigio è famoso ma privo di una storia. Abbiamo risolto creandone una: quella di Maria che fin da bambina sogna quel piccolo topo che, come in una fiaba, prende corpo e vita da un suo disegno: se credi davvero in una cosa, che sia un Topo o Babbo Natale, quella cosa esiste davvero. Più oltre c’è la donna che lo afferma e si afferma, con la sua creatura che diventa famosa in tutto il mondo. A firma Morris Dowes (che sono poi sempre io) ne uscirà il libro, Il cuore di Gigio, edito da Mondadori».
Ci saranno quindi riferimenti a episodi realmente accaduti. «L’incontro con Walt Disney e Mickey Mouse, le apparizioni all’Ed Sullivan Show che lo resero popolare quanto i Beatles, i duetti con Raffaella Carrà e con il Mago Zurlì».
La magia che ha fatto superare i decenni a questo pupazzo è un mix di fattori. «C’è il fascino del vintage ma soprattutto da lui emana una tenerezza, fatta di ingenuità e naturalezza, che commuove. Siamo stati alle Iene per promuovere il musical e Max Angioni quasi si metteva a piangere. È però una capacità empatica che arriva solo dal vivo e che sarà – ne sono convinto – il grande valore aggiunto del musical. Che vuole essere anche una riflessione sul potere della creatività». —