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 2026  gennaio 22 Giovedì calendario

La famiglia nel bosco: manca il traduttore, slitta la perizia. Nathan: “Siamo distrutti”

Manca il traduttore, dall’italiano all’inglese, e la perizia psichiatrica su Nathan Trevallion e Catherine Birmingham – con buona probabilità – slitterà. Era fissata per domani mattina, all’Aquila, affidata alla dottoressa Simona Ceccoli in rappresentanza del Tribunale dei minorenni e, per la difesa, allo psichiatra Tonino Cantelmi. Tuttavia, si è scoperto, in ritardo, che il traduttore richiesto per consentire alla coppia anglo-australiana di comprendere a fondo domande tecniche e personali non è disponibile fino a lunedì.
I legali Marco Femminella e Danila Solinas hanno richiesto un interprete a disposizione della coppia, ma finora non c’è stata risposta del Tribunale. “Ogni giorno che passa”, ha detto l’avvocata Solinas, “è un giorno di dolore che si aggiunge”. Per parte sua, la difesa ha rifiutato di avviare il percorso psichiatrico senza la presenza di un esperto che possa offrire ai due genitori il test nella lingua madre. È già accaduto con l’ordinanza che dal 20 novembre scorso ha determinato la separazione della famiglia: Nathan e Catherine non avevano compreso tutti gli aspetti dei rilievi mossi nei loro confronti e la traduzione dell’atto è arrivata solo in un secondo tempo, sollecitata dai legali.
“Siamo totalmente distrutti”, ha detto ieri Nathan all’uscita dall’incontro a Chieti con gli avvocati. E la moglie, Catherine, il cappello bianco di lana calcato in testa, ha confermato: “Siamo a pezzi”. Nella casa famiglia i tre figli non capiscono perché non possano uscire, tornare al loro casaletto di pietra, e iniziano a essere insistenti con la madre, che vive al piano di sopra e li incontra per i tre pranzi. “Perché non ci fai uscire?”, le chiedono. C’è un cortocircuito psicologico per cui i bambini hanno dubbi sulla capacità dei genitori a tirarli fuori da una situazione di disagio.
Il calendario di questa perizia psichiatrica decisiva per il giudizio del Tribunale è segnato: ogni venerdì del mese saranno testati i due genitori, nello studio della dottoressa Ceccoli. Il secondo appuntamento è fissato per venerdì 30 gennaio e il terzo, e ultimo, per il 6 febbraio. L’incognita è sul primo: se dovrà essere recuperato di venerdì, e domani non sarà possibile, tutto si sposta una settimana in avanti. Per i tre bambini sono previsti due incontri per la perizia, all’interno della struttura protetta di Vasto.
Gli avvocati insistono affinché si interrompa, già nel corso del controllo psichico-culturale, la separazione della famiglia. Lo steso percorso andrebbe fatto “in un ambiente più accogliente”, come potrebbe essere il casale dove oggi va a dormire il padre Nathan. Se questo non sarà possibile, chiedono, comunque, il ricongiungimento al termine della perizia. Il tempo massimo previsto per la stessa è di 120 giorni, a partire dal 5 gennaio scorso.
La psichiatra Simona Ceccoli dovrà stabilire, seguendo l’ordinanza, “se i genitori siano capaci di riconoscere i bisogni psicologici, affettivi ed educativi dei figli. Se sono idonei e, in caso contrario, se le loro capacità sono recuperabili in tempi congrui”.