la Repubblica, 22 gennaio 2026
Spagna, dopo gli incidenti ai treni Sánchez finisce nel mirino: proclamati tre giorni di sciopero
Tre giorni e due incidenti ferroviari dopo, la tregua politica che aveva accompagnato il lutto per il disastro di Adamuz si è rotta. La breccia l’aveva aperta sin da subito l’estrema destra di Vox che, con il leader Santiago Abscal, ieri ha rincarato la dose parlando di «corruzione che uccide», ma a puntare il dito contro le presunte responsabilità del governo socialista di Pedro Sánchez arrivano anche le parole del capo dell’opposizione Alberto Núñez Feijóo: «Questo è troppo», ha commentato il leader del Partito popolare minacciando la richiesta di chiarimenti in Aula.
Nel mirino delle opposizioni c’è il ministero dei Trasporti, oggi gestito da Óscar Puente, ma finito al centro delle indagini per corruzione che hanno investito il Psoe per il presunto sistema di tangenti gestito dall’ex numero 3 socialista Santos Cerdán nell’assegnazione degli appalti tra il 2018 e il 2021, quando era ministro José Luis Ábalos. Entrambi sono indagati.
Intanto, mentre il Paese risente dei pesanti disagi alla circolazione con una Andalusia ancora isolata dall’alta velocità almeno fino a inizio febbraio e Barcellona che ieri ha fermato tutta la rete regionale per verificare la linea, continuano ad Adamuz le ricerche dei corpi: in tutto sono 43 i morti accertati, uno è stato ritrovato ieri, ma altri due potrebbero essere ancora sotto le lamiere. Parallelamente vanno avanti le indagini per chiarire la dinamica che ha causato il deragliamento del treno Iryo domenica scorsa: audio emersi dalle scatole nere dei due convogli coinvolti portano gli investigatori a propendere per responsabilità legate alle rotaie e non al mezzo.
«C’è stato un enganchón», dice il macchinista chiamando la centrale operativa. Il termine, in gergo ferroviario, significa un’interferenza anomala e improvvisa tra il treno e un elemento della linea o dell’ambiente circostante, che provoca una resistenza improvvisa all’avanzamento. Quanto basta per supporre che il guasto non sia partito dal mezzo.
E a confermare questa tesi ci sarebbero anche gli esiti dei primi rilievi sui vagoni coinvolti riferiti dal ministro Puente che ha parlato di “segni” sui carrelli delle prime cinque carrozze dell’Iryo, non deragliate. Segni che potrebbero essere presenti anche su alcuni treni passati prima. “Bisogna capire perché si sono formati questi segni, cosa li ha causati, se c’era qualcosa sui binari, se era il binario stesso che stava iniziando a rompersi”, ha spiegato Puente. Il quotidiano Abc riporta che i lavori di manutenzione effettuati lo scorso maggio su quella tratta furono fatti con “materiali di qualità molto bassa”, alcuni dei quali “sembravano essere già stati utilizzati”. Una saldatura “low cost” sui binari coinvolti potrebbe, secondo la stampa spagnola, essere la causa del disastro.
La manutenzione è dunque al centro del dibattito. E proprio per queste ragioni il sindacato dei macchinisti ferroviari spagnoli, Semaf, ha indetto uno sciopero di tre giorni – dal 9 all’11 febbraio – come «unica via legale» rimasta per chiedere «il ripristino degli standard di sicurezza del sistema» e garantire la sicurezza dei professionisti e dei passeggeri. Lo sciopero riguarderà tutti i macchinisti delle diverse aziende del settore.