corriere.it, 22 gennaio 2026
La stagione dell’amore viene e va. Anche per i pinguini. Il clima più caldo allunga il loro periodo riproduttivo
La stagione dell’amore viene e va, i desideri non invecchiano quasi mai con l’età. E questo anche se sei un pinguino che non ha mai sentito il brano di Franco Battiato. Pure in Antartide gli stimoli dell’amore sono legati alle stagioni, che però non sono più quelle di un tempo. E proprio per questo ai simpatici uccelli antartici è toccato cambiare i loro ritmi sessuali. Colpa dell’aumento delle temperature medie che anche al Polo Sud si stanno facendo sentire e stanno soprattutto influendo parecchio sul clima e sull’habitat. Il caldo costringe dunque i pinguini ad anticipare progressivamente, e con una rapidità preoccupante, la loro stagione riproduttiva.
Lo conferma uno studio pubblicato da un team internazionale di scienziati e pubblicato nel Journal of Animal Ecology. I ricercatori hanno hanno studiato i modelli riproduttivi di questi animali nell’arco di un decennio e hanno evidenziato la forte correlazione tra l’anticipo della stagione degli amori e l’aumento delle temperature. O, meglio, del viceversa.
Tutto ruota attorno alla disponibilità di cibo, come sempre avviene in natura con la stagione riproduttiva e soprattutto dei parti fatta coincidere con i momenti di maggiore abbondanza. Nel caso degli animali che vivono sulle terre non ghiacciate la differenza la fa la disponibilità di vegetazione fresca, che alimenta le prede e di conseguenza anche i predatori. In un territorio dominato dai ghiacci, lo spessore della calotta è sempre stato il discrimine che rendeva più o meno facile la caccia. La sua riduzione ha di fatto reso disponibili in più periodi dell’anno cibo e spazi di nidificazione e questo ha inciso sulle abitudini dei pinguini.
Niente di strano, ma il team di ricerca – come spiega l’autore principale dello studio, Ignacio Juarez Martinez, scienziato dell’Università di Oxford e della Oxford Brookes University – è rimasto «molto sorpreso sia dalla portata sia dalla velocità dell’anticipo del periodo riproduttivo». Di fatto nella maggior parte delle aree antartiche oggi i pinguini ora «si riproducono prima di quanto sia mai stato storicamente documentato».
Per la loro ricerca, gli scienziati hanno osservato le zone di nidificazione di pinguini Gentoo, Chinstrap e Adelie tra il 2012 e il 2022 utilizzando dozzine di telecamere time-lapse posizionate nelle colonie in tutta l’Antartide. I pinguini Gentoo hanno mostrato il cambiamento più significativo con il momento della loro stagione riproduttiva anticipato di 13 giorni nel decennio e fino a 24 giorni in alcune colonie. È lo spostamento più rapido della stagione riproduttiva osservato in qualsiasi uccello e forse in generale nei vertebrati fino a oggi.
Anche i pinguini Adelie e Chinstrap hanno anticipato la loro stagione riproduttiva di una media di 10 giorni. I meccanismi esatti per cui l’aumento delle temperature influenza il comportamento dei pinguini non sono ancora pienamente compresi dagli scienziati. Le tre specie tradizionalmente scaglionavano le stagioni di riproduzione, ma il periodo più precoce ha rimescolato le carte causando una sovrapposizione e dunque aumentando la competizione per cibo e spazi senza neve in cui nidificare.
«Poiché i pinguini sono considerati un indicatore del cambiamento climatico – spiega Fiona Jones, coautrice della ricerca – i risultati di questo studio hanno implicazioni per le specie di tutto il pianeta». Ma si tratta di una cosa positiva o negativa? Secondo Jones è ancora «troppo presto per dirlo». Il cambiamento forzato delle abitudini potrebbe influire sul successo riproduttivo, ma al momento non ci sono sufficienti dati per una valutazione. «Stiamo studiando la capacità di ciascuna specie di allevare pulcini – dice ancora la ricercatrice -. Se mantengono un alto numero di piccoli, questo significa che è una buona notizia e stanno effettivamente adattandosi al cambiamento climatico».