corriere.it, 22 gennaio 2026
Salvini: «Monopattini, targa obbligatoria entro primavera». Dopo la stretta «120 morti in meno»
«Entro primavera istituiremo l’obbligo di targhe per i monopattini, soprattutto nelle grandi città». Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini lo ha annunciato durante un’intervista a Unomattina. «Sono orgoglioso del nuovo Codice della strada che ho cambiato. E avere oltre 120 morti in meno in un solo anno significa avere 120 ragazzi e ragazze in più che che tornano a casa, che tornano a scuola e all’università – aggiunge il leader della Lega -, perché per i più giovani la prima causa di morte è la strada: in moto, in motorino, in monopattino, in macchina». Un altro giro di vite, dopo l’introduzione dell’obbligo di casco e assicurazione obbligatoria per i monopattini elettrici: «Purtroppo in troppi viaggiano ancora senza, nonostante sia già in vigore l’obbligo di casco e spero che la polizia locale faccia rispettare le regole – spiega Salvini -. Vanno in due contromano, sul marciapiede, li abbandonano ovunque. È tutta questione di sicurezza stradale».
Già l’estate scorsa, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (qui l’articolo con tutti i dettagli) aveva pubblicato il provvedimento che stabilisce le caratteristiche tecniche del nuovo «targhino». Ogni monopattino elettrico dovrà essere dotato di un contrassegno identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile. Sarà prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito dalla Motorizzazione civile. Sarà rettangolare (5x6 centimetri), con sei caratteri alfanumerici neri su fondo bianco riflettente, disposti su due righe. Le lettere: da B a Z, escluse A, E, I, O, Q, U. I numeri: da 2 a 9. In trasparenza saranno presenti l’emblema della Repubblica e la sigla del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Si applicherà sul parafango posteriore o, se assente, sulla parte anteriore del piantone dello sterzo, tra i 20 e i 120 centimetri da terra. Chi circolerà senza il «targhino» rischia una multa da 100 a 400 euro. Ma attenzione, il contrassegno non sarà legato al veicolo, bensì alla persona che lo richiederà. Questo perché i monopattini non sono iscritti all’Archivio nazionale veicoli e non hanno numero di telaio.
Salvini è tornato anche sui provvedimenti «Città 30», con il limite di 30 km orari applicato da alcuni sindaci, in particolare a Bologna, dove Matteo Lepore e il ministro hanno ingaggiato un durissimo braccio di ferro, culminato con la bocciatura del provvedimento del Comune da parte del Tar. «Questo limite va bene su piccole parti di città, a Roma, a Milano, a Bologna. Non vanno bene quando per ideologia fai la guerra alle macchine, ai furgoni, addirittura ai motorini», incalza Salvini. «Milano – aggiunge il ministro – cerca di vietare la circolazione di motorini in alcune zone. Ecco, mettere il limite di velocità o l’autovelox, dove c’è un asilo, un ospedale, una casa di riposo, sì. I limiti a 30 all’ora sono irrispettabili, perché se uno deve andare a lavorare, portare il figlio a scuola, se uno si muove su stradoni a due o anche a tre corsie non può andare a 30 all’ora evidentemente».