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 2026  gennaio 22 Giovedì calendario

Paolo Mendico suicida a 14 anni, nei diari il ritratto di adolescente turbato: «Bullizzato anche dalla prof davanti alla classe». Sospesa la preside del Pacinotti

In attesa di conoscere gli esiti delle indagini penali per istigazione al suicidio con cui si cerca di fare luce sulla morte di Paolo Mendico, il 14enne di Santi Cosma e Damiano che nel settembre scorso si tolse la vita alla vigilia del primo giorno di scuola,  sul fronte delle ispezioni ministeriali disposte sulla tragedia si arriva ad un esito concreto. Gina Antonetti, la preside dell’Itis Pacinotti di Fondi – Paolo frequentava una sede distaccata – è stata sospesa per tre giorni. A diffondere la notizia è la Flc Cgil, che però interviene contestando la sanzione e la violazione delle regole del procedimento stesso. «Un esito che dimostra quanto fosse fondato il nostro timore di una gestione sbagliata dell’intera vicenda da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito che ha preferito concentrare l’attenzione sulla ricerca a tutti i costi di un colpevole, per dimostrare di saperlo trovare e di saperlo punire, mentre sono ancora in corso indagini penali per accertare eventuali responsabilità», ha detto Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici Flc Cgil. «Ne’ e’ prova lampante – aggiunge Fanfarillo- la decisione di avviare la contestazione ancor prima dell’inizio dell’indagine ispettiva, destinata evidentemente a trovare una qualche giustificazione a un giudizio di fatto gia’ scritto in una vicenda che ha creato allarme sociale e un giudizio negativo sull’impegno della scuola nell’affrontare le fragilità e le criticità delle relazioni fra adolescenti».
Raccontò alla docente di non potersi permettere ripetizioni
Intanto emergono aspetti rilevanti della storia del ragazzo, della sua personalità, del suo vissuto più profondo. A parlare sono i suoi diari: pagine la cui interpretazione è stata affidata dalla famiglia alla psicologa e grafologa forense Marisa Aloia. A raccontarne i dettagli è il Il Messaggero.
Emerge il ritratto di un adolescente turbato, il cui malessere affonda le radici nelle esperienze scolastiche, come il fatto di essere stato rimandato in matematica alla fine del primo anno di scuola superiore. Paolo, stando ai suoi diari, raccontò alla docente che non poteva permettersi le ripetizioni, ma l’insegnante obiettò che, in fondo, non sarebbero costate così tanto. Non solo: un suo compagno, uno dei presunti bulli, era stato invece promosso, nonostante lo scarso rendimento. Il motivo? Si era iscritto al doposcuola.  Paolo, un animo sensibile ma ferito, se la cavò poi benissimo agli esami e recuperò la materia, anche a costo di abbandonare i corsi di musica che tanto amava. Ma restò sempre in lui, secondo l’esperta, la sensazione di umiliazione per non aver potuto accedere ai recuperi davanti all’intera classe. Emarginato, insomma, e bullizzato, addirittura da chi invece avrebbe avuto il compito primario di difenderlo. 
Paolo scriveva pagine di diario, frammenti della propria giovane vita, sin dagli anni delle elementari. Scriveva in terza persona, ed anche questo è un elemento psicologico da vagliare per ricostruire il suo profilo. Anche la grafia ha un significato per l’esperta. «Confrontando la grafia – ha spiegato la dottoressa Aloia – si vede un peggioramento repentino già alle scuole elementari. In quegli anni i genitori denunciarono un altro episodio grave: un’insegnante avrebbe incitato gli alunni durante un litigio urlando “rissa, rissa...” anziché riportare la tranquillità in aula». C’è tanto da capire su quanto accadesse tra Paolo, i compagni di scuola e i docenti: certo è che il 14enne di Santi Cosma, per il giorno stesso in cui si tolse la vita, aveva fissato un appuntamento per giocare online con un amico tramite la console Xbox. Lo fanno in tanti, oggi, è un’abitudine per chi gioca online, ma questi appuntamenti vengono spesso rispettati. Paolo, invece, qualche ora prima si è tolto la vita nella sua cameretta.
Il giorno precedente Paolo non aveva intenzione di morire
 «È un dettaglio importante che – sottolinea la psicologa – delinea una progettazione nel tempo. Il giorno precedente Paolo non aveva intenzione di uccidersi, assolutamente. La domanda è: cosa è accaduto tra il 10 e l’11 settembre? Potrebbe essere stata una decisione improvvisa, è vero, ma non sappiamo se sia accaduto qualcosa quella mattina oppure la sera precedente, un episodio rilevante, qualcosa di sconvolgente per Paolo».