Il Messaggero, 21 gennaio 2026
2025 da record per il turismo in Italia
L’anno che secondo alcuni avrebbe dovuto far segnare una frenata del turismo in Italia, il 2025, si è invece chiuso in modo trionfale. I dati del periodo gennaio-ottobre, forniti dall’Eurostat, permettono di ricavare un primo bilancio. Il nostro Paese, per presenze turistiche complessive (di italiani e stranieri) in tutte le tipologie di esercizi ricettivi ha raggiunto in tale periodo il nuovo record di 438,6 milioni di notti, distanziando la Francia (430,4 milioni) e avvicinandosi sempre di più alla Spagna (460,4 milioni), che pure gode di un periodo di turismo straniero in località di mare più prolungato.
In particolare, rispetto allo stesso periodo del 2024, nei primi dieci mesi del 2025 i pernottamenti di turisti stranieri in Italia sono cresciuti del 4%, cioè circa del doppio rispetto a Spagna (+2,2%), Grecia (+2,1%), Austria (+2,1%), con la Croazia (+0,8%) e il Portogallo (+0,7%) più distanziati e la Germania (-2%) in calo. Solo la Francia, grazie alle Olimpiadi di Parigi, ha registrato rispetto a noi un aumento percentualmente superiore (+7,1%), ma il suo numero di presenze straniere è ancora molto indietro al nostro in termini di variazioni rispetto ai livelli pre-Covid.
Infatti, è proprio dal confronto tra i valori attuali e quelli pre-pandemici che si può ricavare una chiara idea del boom del turismo straniero che ha vissuto l’Italia in questi anni e che sembra non rallentare. I turisti provenienti da ogni parte del mondo, con una impennata soprattutto degli americani, apprezzano sempre di più il nostro Paese, non solo per le sue bellezze paesaggistiche e per il clima ma anche per le opportunità offerte dall’arte, dai siti monumentali e religiosi, dall’archeologia e dalla cucina, con quest’ultima che ha ottenuto lo scorso anno il prestigioso ed unico riconoscimento di patrimonio mondiale dell’Unesco. La comparazione tra il numero dei pernottamenti di turisti stranieri nei primi dieci mesi del 2025 e nei primi dieci del 2019 non lascia adito a dubbi: Italia +19,1%, Portogallo +15,9%, Spagna +9,9%, Francia +9,8%, Grecia +8,9%, Austria +4,3%, Croazia +1,7%, Germania -7,1%. In sei anni l’Italia ha accresciuto il suo numero di presenze straniere sull’arco del periodo gennaio-ottobre di ben 39,5 milioni di notti, rispetto ai +26,5 milioni di notti della Spagna, nostro principale concorrente, e ai +12,5 milioni di notti della Francia.
I dati Istat sono più aggiornati e coprono già i primi undici mesi. Indicano per il periodo gennaio-novembre 2025 un numero totale di 455,9 milioni di pernottamenti in Italia (+2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024). Rispetto ai primi undici mesi del 2019, i pernottamenti di turisti stranieri nel nostro Paese sono aumentati del 19,5% (+41,6 milioni di notti). Nel confronto con l’anno immediatamente precedente la pandemia vi è stato invece un calo del 2,3% delle presenze di turisti italiani, che va però visto alla luce del contemporaneo calo del numero di residenti di cittadinanza italiana dal 2019 al 2025, scesi da 54,8 milioni a 53,5 milioni (-2,4%), flessione senza la quale il dato del turismo italiano sarebbe grosso modo invariato. Dunque, non vi è stato alcun crollo delle vacanze degli italiani, come taluni hanno affermato.
Intanto, secondo la Banca d’Italia, nel gennaio-ottobre del 2025 il saldo dei “viaggi” nella bilancia dei conti correnti italiana ha raggiunto un surplus di 21,8 miliardi di euro, in crescita del 10,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato, questo dei primi dieci mesi dello scorso anno già superiore a quello registrato nell’intero 2024, che fu di 21,2 miliardi. Il peso del turismo nella nostra economia e nella nostra bilancia dei pagamenti con l’estero è dunque sempre più importante e meritevole di riconoscimento.