Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 21 Mercoledì calendario

Il popolo di Netflix imita Emily in Paris: "A Roma l’hotel più chic è l’ex convento di suore"

Non solo hotel di design, terrazze con vista sul Colosseo e spa ispirate all’antica Roma. C’è un altro tipo di accoglienza che sta attirando l’attenzione internazionale ed è quella religiosa. Case delle suore, conventi e foresterie che offrono camere semplici ma spesso centrali, una tradizione italiana che ha conosciuto una vera esplosione con il Giubileo e che oggi viene riscoperta anche dai turisti del resto del mondo.
A dare una spinta al trend ci ha pensato la serie Netflix di successo “Emily in Paris”, in parte girata proprio a Roma. Nell’ultima stagione uscita, la quinta, uno dei personaggi, Luc, alloggia “dalle suore” e ne apprezza la posizione e il prezzo contenuto rispetto agli hotel. Una curiosità che il Times ha deciso di approfondire e raccontare: l’Italia conta quasi 3mila strutture religiose aperte al pubblico, di cui ben 518 nel Lazio. Che, aprendo al pubblico, riescono a sostenere i costi di gestione degli edifici delle congregazioni e, in alcuni casi, a finanziare progetti e iniziative solidali.
Il nodo centrale non è tanto l’esperienza, ma il prezzo: «La spesa media a notte per una camera doppia con bagno privato, e colazione inclusa, è di 90 euro – spiega Fabio Rocchi, portavoce dell’associazione Ospitalità italiana religiosa – mentre la cifra media di una stanza in un hotel è di 190 euro». Una differenza sostanziale e che sul costo totale di una vacanza fa la differenza, soprattutto considerando che i turisti scelgono di trattenersi a Roma non meno di due notti.
Meno lusso, quindi, ma un prezzo che consente di fare molte più esperienze in una città che offre moltissimo e dove tutto è in aumento negli ultimi anni: dai piatti tipici ai ristoranti, fino ai musei (Villa di Massenzio, Museo Napoleonico, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti e Museo Pietro Canonica) che a breve diventeranno a pagamento per i non residenti, come succederà anche per la Fontana di Trevi dal primo febbraio.
Scegliere una foresteria religiosa, secondo i turisti, permette così di risparmiare sul pernottamento, investendo quei soldi in visite culturali, buon cibo e shopping senza rinunciare alla comodità di un alloggio troppo distante dal centro.
Di più. «Dall’uscita dell’approfondimento del giornale inglese – spiega Rocchi l‘interesse dei visitatori stranieri nei confronti di queste strutture è aumentato dell’11,5%, praticamente si è raddoppiato rispetto a prima». Un dato che Ospitalità religiosa italiana ha potuto ricavare andando a studiare il traffico sul proprio sito web e che, a questo punto, nonostante la fine dell’Anno Santo, potrebbe crescere ancora.