la Repubblica, 21 gennaio 2026
Jacobs torna ad allenarsi con Camossi, il tecnico dell’oro di Tokyo
Marcell Jacobs ha ritrovato le motivazioni e ora rimette le lancette indietro, a prima del 2023. Il bicampione olimpico tornerà ad allenarsi con Paolo Camossi, l’artefice dei suoi successi, il coach che da buon saltatore in lungo l’aveva trasformato nel velocista più forte del mondo. Dopo la tempesta dei mesi scorsi e i propositi di ritiro, Jacobs e la Fidal si sono ritrovati nei giorni di Natale. «Marcell mi ha spiegato di avere problemi di coaching» il racconto del presidente federale Stefano Mei. Rotto il complicato rapporto con l’americano Rana Reider, l’allenatore del biennio 2023-2025, ora tecnico dei velocisti cinesi, Jacobs ha scelto Camossi, che ha un ruolo federale nel settore salti. Un doppio incarico che per il 52enne ex triplista continuerà. Jacobs tornerà in Italia ad aprile. Farà probabilmente base a Roma, dove con Camossi costruì i successi di Tokyo (con record europeo del 100, 9”80, ancora imbattuto). Salterà la stagione invernale per presentarsi tirato a lucido nelle prime gare all’aperto. L’obiettivo del 2026 è puntato sugli Europei all’aperto di Birmingham.
Il passo in avanti del 2023, con il trasferimento in Florida, in un team internazionale, non ha portato i miglioramenti sperati. Il 2025 di Jacobs è stato disastroso, tanto da costringere la Federazione, a ottobre, a retrocederlo dalla fascia super-top dell’Aec (l’elite club dell’atletica azzurra) alla terza, il livello base. Con revisione al ribasso, ovviamente, del supporto economico. Ora cambia tutto, o quasi. Jacobs resta in quella fascia, ma il ritorno di fiamma con Camossi – punto nodale delle trattative di fine anno – garantirà al velocista bresciano migliori condizioni, anche da quel punto di vista.
La polemica era stata rovente. Jacobs si sentiva preso in giro – ad esempio perché Tamberi, stessi risultati modesti nell’ultima stagione, è ancora al primo livello? –, la Federazione ne faceva una questione tecnica: le condizioni per l’appartenenza alla fascia super-top erano stringenti, tanto che dei 60 atleti azzurri dell’elite club, sono solo 9 quelli al piano più alto, ossia Nadia Battocletti, Gianmarco Tamberi, Antonella Palmisano, Massimo Stano, Andy Diaz, Leonardo Fabbri e Mattia Furlani, Iliass Aouani e Andrea Dallavalle. La lista viene revisionata ogni anno in base ai risultati.
«Le ripartenze fanno parte della mia vita» ha spiegato Jacobs «il percorso di ognuno è fatto di cadute e risalite». Addio Reider, senza troppi rimpianti: «Con Paolo abbiamo scritto una grande pagina dello sport italiano, insieme crediamo di poterne scrivere altre». Mei aggiunge: «Con me Reider è stato sempre collaborativo, quest’anno un po’ meno, nel senso che non ci siamo sentiti praticamente mai. Posso dire una cosa: Jacobs ha perso completamente il 2025, ma aver stressato meno il fisico per un anno può essere un vantaggio che si ritroverà più avanti. Lui non può valere 10”20. Il suo sogno è tornare sul podio a Los Angeles. Ma io voglio vederlo competitivo già la prossima estate. Ne sono convinto, può tornare il Marcell che conosciamo».