la Repubblica, 21 gennaio 2026
Il movimento di Vannacci chiama Mosca: invito all’ambasciatore russo
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, nella sua conferenza stampa di inizio anno, l’ha detta così, anche riferendosi alla proposta di Giorgia Meloni di un dialogo Ue con Mosca: «Se volete parlare in modo serio, chiamateci. I canali diplomatici ci sono». I rapporti tra Russia e Italia rimangono al «livello più basso», ha aggiunto Lavrov, criticando la cancellazione delle esibizioni di artisti russi nel nostro Paese: «Non mi aspettavo questo dall’Italia, è uno dei nostri amici di più vecchia data, ma non abbiamo scelto noi questa situazione».
Ma a proposito di inviti, detto fatto. Luca Sforzini, il creatore del neonato laboratorio culturale Rinascimento nazionale, che fa capo al movimento di Roberto Vannacci – il quale, intanto che porta avanti l’organizzazione del suo partito, rimane vicesegretario della Lega – chiama l’ambasciatore russo in Italia, Georgij Paramonov. C’è anche la proposta del luogo per un incontro “iniziatico”: il castello di Castellar Ponzano, acquistato proprio da Sforzini, che si trova in provincia di Alessandria. «La mia è una iniziativa personale. Quando la diplomazia politica è bloccata – dice Sforzini – la diplomazia culturale diventa necessaria. La storia non può essere cancellata dalle contingenze del presente. I legami di aiuto e di amicizia tra Italia e Russia devono restare un monito vivo». La proposta, va detto, è coerente con le posizioni di Vannacci in politica estera, schierato per la “pace” in Ucraina e contrario ad ogni ulteriore invio di aiuti militari per Kiev, anche invitando il Carroccio ad una specie di ammutinamento rispetto alle decisioni prese dal governo. Ma già nel suo libro Il mondo al contrario aveva espresso apprezzamento per la qualità della vita nella Russia di Vladimir Putin, Paese nel quale era stato addetto militare.
La scelta della eventuale location ha un valore storico e simbolico preciso, fanno sapere dal laboratorio vannacciano. Il castello di Sforzini si trova di fronte all’area del campo di battaglia di Novi Ligure, dove il 15 agosto 1799 le truppe russe reazionarie guidate dal generale e principe Aleksandr Suvorov combatterono sul suolo italiano contro i francesi, invitando al contempo gli italiani a difendere valori considerati intangibili, quelli religiosi e della proprietà privata. «Un episodio che testimonia come i rapporti tra Italia e Russia affondino radici in una storia condivisa», ragiona Sforzini.
L’invito si inserisce in un contesto politico interno alla Lega e alle forze sovraniste bello agitato: il protagonismo di Vannacci, mezzo milione di preferenze alle Europee del 2024, rischia di spaccare il fronte e il Carroccio. Una forza di ultradestra, sul modello tedesco dell’Afd, potrebbe rosicchiare voti fondamentali al centrodestra per le Politiche. Il posizionamento palesemente filo-russo è uno dei temi dov’è più facile rompere con forze considerate “di sistema”. Da qui quella che sembra una provocazione, ma non lo è: cercare un filo diretto con Paramonov, accoglierlo con tutti gli onori e accreditarsi come voce attenta e riconosciuta alle ragioni di Mosca.