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 2026  gennaio 20 Martedì calendario

Jacques Moretti, raccolti i 200mila franchi per la cauzione. «Se il tribunale accetta la donazione dell’amico sarà libero»

Dopo dieci giorni di custodia cautelare, Jacques Moretti potrebbe essere rilasciato dalla giustizia svizzera. Secondo diversi giornali francesi, tra cui France Info, il comproprietario del bar “Le Constellation” di Crans Montana, dove 40 persone sono morte in un incendio la notte di Capodanno, avrebbe raccolto i 200.000 franchi svizzeri (215.000 euro), la cifra richiesta per la cauzione. Ad accettare di versare la somma sarebbe uno stretto collaboratore di Moretti che ha deciso di restare anonimo. 
Jacques Moretti è stato posto in custodia cautelare dal tribunale cantonale del Vallese per misure coercitive «a causa dell’esistenza di un rischio di fuga» e «per un periodo iniziale di tre mesi». Il tribunale aveva menzionato la possibilità del suo rilascio a determinate condizioni, tra cui la libertà su cauzione e l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico di monitoraggio. L’avvocato del gestore del bar Constellation avvrebbe confermato la notizia che potrebbe portare alla scarcerazione aggiungendo che l’uomo avrebbe anche raccolto i 200.000 franchi svizzeri necessari  garantire la libertà di sua moglie, Jessica Moretti. 
Il tribunale deve ora approvare questa offerta, verificare l’identità e il background del donatore e la provenienza dei fondi. Se il tribunale darà il suo benestare, Jacques Moretti verrà rilasciato. Il suo avvocato assicura che è questione di giorni. La coppia che gestisce l’attività sarà nuovamente interrogata (si parla di oggi stesso) sul merito del caso. Questa udienza giunge inaspettata, poiché il tribunale aveva assicurato agli avvocati della difesa che non sarebbe stata emessa alcuna citazione prima della fine del mese. La coppia francese è accusata di «omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio doloso colposo».
La liberazione di Jacques Moretti avrà senza dubbio un impatto devastante sulle famiglie delle vittime. «L’unica parola che si può usare è vergogna», ha dichiarato la madre di una delle vittime a BFMTV. «Trystan, Guillaume, Arthur e gli altri 40 morti sono stati uccisi. È quasi un atto di sfida».