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 2026  gennaio 19 Lunedì calendario

L’economia dello sport varrà 8,8 trilioni entro il 2050, ma ci sono due grandi minacce

L’economia dello sport raggiungerà 8,8 trilioni di dollari di ricavi annui entro il 2050. Tuttavia, l’aumento dell’inattività fisica e i crescenti rischi climatici minacciano fino a 517 miliardi di questi ricavi entro il 2030 e, in assenza di un’azione coordinata e multilaterale, le perdite potenziali potrebbero aumentare fino a 1,6 trilioni di dollari entro il 2050. È quanto emerge dal report ‘Sports for People and Planet’, realizzato da Oliver Wyman in collaborazione con il World Economic Forum.
L’economia dello sport è attesa crescere in aggregato del 10% nei prossimi cinque anni, con i ricavi che passeranno dagli attuali 2,3 a 3,7 trilioni di dollari entro il 2030. Ma l’inattività fisica sempre più diffusa, in particolare tra i giovani, rischia di compromettere la partecipazione di massa ed erodere la futura base di tifosi e consumatori che sostiene i ricavi derivanti da abbigliamento e attrezzatura, eventi di élite, turismo e fitness. Parallelamente, i crescenti rischi ambientali come stress termico, eventi metereologici estremi e inquinamento compromettono lo svolgimento regolare delle competizioni, peggiorano l’esperienza degli spettatori, riducono il benessere delle comunità e impattano le catene di approvvigionamento e le operazioni che sostengono l’economia dello sport in senso ampio. Il settore stesso ha un impatto negativo sul clima, a causa dell’elevato consumo di risorse legato a eventi, articoli sportivi, infrastrutture e viaggi, determinando significative emissioni di CO2, consumo d’acqua e produzione di rifiuti.
“Questo studio mostra come i leader del settore pubblico e privato e della società civile possano sfruttare questo potenziale per modellare un nuovo paradigma di prosperità che porti non solo ritorni finanziari, ma anche società più sane ed ecosistemi naturali floridi – risultati essenziali per una crescita economica sostenuta e per il benessere sociale”, argomenta Sebastian Buckup, managing director del World Economic Forum.