il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2026
Kobane è sotto assedio: a rischio le carceri dell’Isis
Kobane, la città curda del nord-est della Siria, nota per aver resistito all’avanzata dell’Isis, è sotto assedio con 100 mila civili intrappolati. La città è la più conosciuta del Rojava, la regione autonoma a maggioranza curda che ha implementato un sistema di autogoverno basato sul confederalismo democratico. Dopo la firma, domenica scorsa, dell’accordo di cessate il fuoco tra il governo siriano ad interim del presidente al-Sharaa e le Forze democratiche siriane (Sdf) a guida curda – che difendono il Rojava e altri distretti arabi – per porre fine agli scontri dell’esercito siriano contro l’Sdf, la situazione è precipitata. L’altra notte c’è stata una generale offensiva militare governative contro il Rojava. E c’è il rischio di collasso delle carceri che ospitano da anni circa 20 mila presunti membri dell’Isis, finora gestite dalle autorità curde. Mentre continuano gli attacchi dei miliziani locali arabi filo-governativi. Rami Abderrahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, ha riferito che gli scontri “non sono limitati” e coinvolgono gruppi armati locali che stanno prendendo di mira strutture di detenzione dell’Isis, in particolare il carcere di Shaddadi, nel nord-est del paese. Un appello urgente è arrivato anche da Ibrahim Shikho, responsabile dell’Organizzazione per i diritti umani di Afrin: “Nonostante l’accordo, gruppi armati legati al ministero della Difesa del governo transitorio e forze tribali continuano ad attaccare la popolazione curda, per esempio a Kobane”.