il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2026
Bilancio, Lecornu evita il voto. Patto coi socialisti: tassa i ricchi per le armi
Di fronte all’impasse sulla manovra, Sébastien Lecornu ha deciso di ricorrere all’articolo 49.3, la controversa procedura che bypassa il voto dei deputati, pur di fornire, e prima possibile, alla Francia un bilancio che mantenga le promesse fatte all’Ue: contenere il deficit pubblico nel 5% del Pil e incrementare gli investimenti per la Difesa. Lecornu si espone così al voto di fiducia dell’Assemblea, ma sa che il suo governo, salvo imprevisti, resterà in piedi, grazie all’accordo con i socialisti. Per questo ha dovuto fare molte concessioni e soprattutto cedere sulla “super tassa” sui benefici delle grandi aziende francesi, circa 300, che farà entrare nelle casse dello Stato circa 8 miliardi di euro nel 2026. In una lettera agli imprenditori, forse per contenerne l’ira, già esplosa, Lecornu ha chiesto loro un gesto di “patriottismo economico”: la tassa contribuirà “direttamente” al finanziamento della Difesa. Dalla tassa, ha assicurato, resterà escluso “il 99%” delle aziende. Il Ps ha ottenuto anche 400 milioni per l’edilizia popolare, misure per il sostegno agli studenti (come le mense ad un euro) e garanzie che non ci saranno aumenti di tasse per le famiglie. “Smettiamola di dare spettacolo”, ha detto Lecornu, dopo settimane di dibattiti inconcludenti, e tradendo la parola data mesi fa, quando promise che il testo sarebbe stato in ogni caso sottoposto al voto. Da parte loro, il Rassemblement national e la France Insoumise presenteranno delle mozioni di sfiducia contro il governo.