repubblica.it, 20 gennaio 2026
Stretta sui migranti, la circolare di Piantedosi: meno fogli di via, più detenzioni nei Cpr
Per il nuovo decreto-sicurezza, con dentro le norme anti-coltelli, bisognerà attendere ancora una settimana. La premier Giorgia Meloni, rientrata ieri sera dal viaggio in Asia, ne deciderà oggi pomeriggio contenuti e forma in una riunione con i vicepremier e i ministri interessati dalle misure che avrà luogo subito dopo il consiglio dei ministri convocato per le 15.30. Poi partirà la necessaria interlocuzione con il Quirinale come sempre in caso di decreto-legge.
Ma, nel frattempo, per dare una risposta immediata alla richiesta di un’ulteriore stretta sui migranti arrivata nei giorni scorsi dalla premier, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi diramerà oggi ai prefetti una nuova circolare con l’indicazione di limitare al massimo le espulsioni con i fogli di via, prassi che di solito vede rimanere sul territorio nazionale i migranti espulsi ai quali si chiede di lasciare autonomamente il Paese entro i sette giorni. Invece – è l’indicazione di Piantedosi – chi riceve un decreto di espulsione va tenuto in in Cpr in attesa di rimpatrio. E questo perché – come è avvenuto nel caso di recenti femminicidi o altri reati commessi da stranieri irregolari – molto spesso gli ordini di espulsione non vengono eseguiti non per opposizione dei giudici ma per delle evidenti falle nel sistema dei rimpatri con i Cpr italiani (a cui si aggiunge quello semiautomatico in Albania) con posti vacanti che non vengono riempiti. Una iniziativa “per evitare il rischio che una possibile escalation dei comportamenti violenti culmini, come già accaduto, nella commissione di efferati delitti”.
Con Piantedosi i rimpatri sono aumentati del 20 per cento, si viaggia sui 150 a settimana, ma per il governo Meloni non sono sufficienti. Soprattutto quando viene fuori che stranieri con precedenti penali che tornano a delinquere erano liberi e non per responsabilità dei giudici. E dunque la nuova direttiva. “Gli stranieri irregolari devono restare nei Cpr escludendo la possibilità di dimissioni dalla struttura con ordine di allontanamento del questore onde evitare che tale prospettiva possa incentivare comportamenti violenti”.
Piantedosi interviene anche sul punto delle visite mediche, necessarie per valutare il trattenimento del migrante nel Cpr e chiede ai prefetti delle province in cui hanno sede i centri per il rimpatrio di stipulare convenzioni con le aziende sanitarie locali e con i Serd per assicurare entro le 24 ore le visite degli immigrati che nel frattempo devono comunque essere portati all’interno del Cpr. Se il centro dovesse essere pieno, lo straniero andrà trasferito altrove ma non dimesso con ordine di allontanamento.