la Repubblica, 20 gennaio 2026
Mercosur, tornano i trattori. Tajani frena la Lega: basta rinvii
ono attesi 5.000 trattori stamane a Strasburgo, per la manifestazione di protesta contro la firma del trattato Ue-Mercosur indetta dalla confederazione europea Copa Cogeca. Sul palco di Place de Bordeaux, a circa un chilometro dalla sede del Parlamento europeo, si alterneranno i presidenti delle organizzazioni agricole, comprese quelle italiane, Confagricoltura, Cia e Coldiretti.
Accanto agli agricoltori ci saranno anche diversi eurodeputati che sostengono le ragioni degli agricoltori, a cominciare dalla mancata tutela della reciprocità degli standard produttivi. «Gli 8 europarlamentari del Movimento 5 Stelle sfileranno domani con gli agricoltori a Strasburgo», annuncia una nota della delegazione. Ma sono attesi anche quelli della Lega, con i Patrioti sempre in prima fila con gli agricoltori, promotori di una mozione di censura nei confronti della Commissione proprio per le scelte adottate in materia di Mercosur.
Potrebbero esserci anche i Verdi, contrari all’adozione del trattato soprattutto per ragioni di tutela dell’ambiente e dei diritti, anche in Sudamerica. E che però non voteranno la mozione di censura perché riflette «una lotta interna a una destra che è divisa in Europa e unita in Italia, un gioco delle parti», ha affermato l’eurodeputato dei Verdi Leoluca Orlando in un incontro con la stampa. Mentre si tirano fuori i deputati di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, che si riconoscono in pieno nella scelta del governo Meloni di appoggiare il trattato.
A preoccupare la Commissione in effetti non sono tanto i trattori, e neanche la mozione di censura, che difficilmente otterrà la maggioranza. La vera minaccia al trattato Mercosur è la mozione di richiesta di un parere alla Corte europea di giustizia, presentata da Sinistra, Verdi e Patrioti e in calendario in plenaria per mercoledì. La spinta anti-Mercosur è tale che, pur “turandosi il naso”, potrebbero votare a fianco dei Patrioti anche deputati dei partiti di maggioranza, compresi socialisti e popolari, soprattutto dai Paesi contrari all’accordo, come Francia e Polonia. Il rinvio alla Corte farebbe slittare l’adozione del trattato commerciale di almeno un anno e mezzo, un’ipotesi che preoccupa anche Palazzo Chigi. A Strasburgo per incontrare la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha lanciato un appello per «votare contro il tentativo di perdere altro tempo, con il rinvio alla Corte di giustizia dell’Ue», ricordando come il trattato porterà «un vantaggio enorme al nostro Paese: aumenteranno le esportazioni di circa 14 miliardi».