Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 20 Martedì calendario

Più personale e aumento delle indennità per staff Crosetto: “Lo richiede lo scenario internazionale”

Nel governo Meloni è solo l’ultimo in ordine di tempo a far lievitare lo staff alle sue dirette dipendenze. In Parlamento è appena arrivata la bozza di decreto che rivede la pianta organica degli uffici di diretta collaborazione del ministro della Difesa Guido Crosetto: previste 24 unità in più e un aumento per tutti i componenti delle indennità che erano ferme al 2003. Costo dell’operazione, 1,2 milioni di euro a decorrere da quest’anno, 486 mila solo per l’arrivo di nuovo personale “non dirigenziale” militare e civile con il grado massimo di “tenente colonnello”.
Il budget per questa operazione era già stato inserito nel bilancio approvato lo scorso anno e quindi non servono variazioni. In totale lo staff degli uffici di diretta collaborazione del ministro passerà da 136 a 160 unità. La motivazione data dal ministero della Difesa per questo incremento della pianta organica si legge nella relazione allegata al decreto: “In un contesto internazionale altamente instabile in cui gli equilibri geostrategici risultano in mutevole e costante evoluzione e i livelli di specializzazione nell’esercizio delle funzioni complesse sono altissimi e imprescindibili, il potenziamento del supporto degli uffici di diretta collaborazione del ministro della Difesa tutela l’efficacia e la prontezza delle risposte che l’amministrazione è chiama a fornire”.
Il Consiglio di Stato nel dare comunque parere favorevole al decreto in questione, ha fatto delle osservazioni bacchettando il ministero: “Occorre evidenziare come la relazione risulti formulata nel suo complesso in modo scarno e sintetico…e la documentazione avrebbe potuto contenere ulteriori elementi e dati a chiarimento e a supporto della scelta adottata”.
Come detto, comunque, nel governo Meloni Crosetto è solo l’ultimo ministro in ordine di tempo a far lievitare lo staff alle sue dirette dipendenze. Già lo aveva fatto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ad esempio, poi il ministro della Salute Orazio Schillaci, mentre in aula è passato a fine 2025 un emendamento che fa crescere anche i numeri del gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
In generale anche Palazzo Chigi, tra consulenti e staff di premier, vicepremier e ministri senza portafoglio, ha aumentato numeri e spesa: il budget per gli staff a Palazzo Chigi è arrivato a quota 23 milioni di euro. Come ha scritto il Domani, numeri più elevati rispetto ai governi precedenti: il governo Renzi spendeva 12 milioni di euro, il Conte II 16,5, Draghi si era fermato a 18,8.