Il Messaggero, 19 gennaio 2026
Tajani vola in Libia maxi-accordo sui porti Intesa tra Msc e Qatar
L’Italia punta sulla zona franca di Misurata per rafforzare la presenza in Libia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è atterrato ieri nel paese nordafricano per la posa della prima pietra del terminal container della “Misurata Free Zone” con il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e con il premier libico Abdulhameed Mohamed Dabaiba.
Gli investimenti per lo sviluppo del porto della zona franca di Misurata, nel nord-ovest della Libia, ha riferito Tajani, potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari in tre anni, «rendendolo uno dei più importanti progetti di espansione delle infrastrutture portuali del Nord Africa». Le società coinvolte nel progetto di ampliamento del porto e gestione dei terminal container sono l’italiana Msc e l’Al Maha Qatari Company. «È un’opera importante sia per gli scambi commerciali che per la stabilità politica della regione», ha sottolineato Tajani. «La Misurata Free Zone ha aggiunto – è destinata a diventare uno dei principali hub logistici e industriali del Mediterraneo, un vero snodo strategico tra Europa, Africa e Medio Oriente, capace di aprire un potenziale straordinario per le imprese italiane nei settori logistico, portuale e tecnologico, rafforzando la proiezione economica dell’Italia nella regione. Anche in ottica strategica di prevenzione e contrasto all’immigrazione irregolare».
«Avviare una presenza di una grandissima azienda italiana, Msc, che è la più grande impresa di trasporto marittimo al mondo, e che avrà una base nel porto di Misurata, per un Paese il cui Pil dipende quasi al 40% dall’export, diventa fondamentale», ha osservato ancora Tajani. «È importante per rinforzare la presenza italiana in questo Paese con il quale abbiamo delle relazioni storicamente di altissimo profilo», ha proseguito il ministro, precisando che lo scalo libico «non sarà assolutamente alternativo a Gioia Tauro».
Per Msc il terminal container di Misurata «ha il potenziale per diventare un hub strategico capace di connettere Europa, Mediterraneo e Africa e generare crescenti e reciproci vantaggi negli scambi commerciali, con un ruolo determinante dell’Italia», ha affermato Diego Aponte, presidente della compagnia di navigazione fondata a Napoli e basata a Ginevra. «Il terminal container di Misurata ha tutto il potenziale per continuare crescere negli anni e svilupparsi passando dagli attuali 650 mila container fino a un milione e 500mila all’anno – ha continuato Aponte -. Siamo felici e orgogliosi di sostenere lo sviluppo di questo territorio contribuendo a fare di Misurata uno dei principali progetti di espansione di infrastrutture portuali in Nord Africa e di partecipare così alla concretizzazione della visione del Piano Mattei per l’Africa intrapresa dal Governo italiano».
A Misurata il ministro degli Esteri ha avuto anche un incontro bilaterale con il primo ministro libico per discutere di relazioni economiche e in particolare «la situazione dei rapporti con l’Eni», attore centrale della presenza italiana nel Paese. Il gruppo del petrolio gestisce con la libica Noc il gasdotto Green stream, che porta il metano in Italia, ed estrae la maggior parte del gas locale. Nei colloqui con il premier affrontata anche la lotta al traffico di esseri umani, il processo di riconciliazione nazionale e il sostegno agli sforzi Onu per la stabilità e l’unità della Libia.
Le relazioni economico-commerciali tra Italia e Libia sono in crescita, trainate dal comparto energetico, evidenzia ancora la Farnesina. Nel 2024 l’interscambio ha raggiunto 9,5 miliardi di euro (+3,7%), con esportazioni italiane aumentate di oltre il 36%. Nel 2025, l’Italia è stato primo cliente della Libia, con una quota di mercato del 22,4%, e terzo fornitore, con una quota del 10,1%. La Penisola esporta verso la Libia principalmente derivati dalla raffinazione del petrolio, navi e imbarcazioni, mentre le importazioni dalla Libia sono concentrate su petrolio greggio (91,6%) e gas naturale (5,4%), evidenziando la centralità del settore energetico negli scambi bilaterali.