il Fatto Quotidiano, 19 gennaio 2026
La sai l’ultima?
Spagna L’aereo Istanbul-Barcellona scortato dai caccia per allarme bomba. Era uno scherzo
Volo Istanbul-Barcellona, territorio spagnolo: due caccia militari si affiancano all’Airbus come in un film d’azione, i passeggeri sudano freddo e pensano all’ultima volta che hanno riso delle procedure di sicurezza. Motivo dell’allarme: una “minaccia potenziale” a bordo. Spoiler: era uno scherzo. Il TK1853 viene scortato fino a El Prat, parcheggiato in area isolata, evacuato con protocollo antiterrorismo formato famiglia. Sirene, Guardia Civil, controlli, sguardi torvi. Invece era solo un malinteso o una burla, le versioni sono discordanti. Secondo El Pais la procedura sarebbe partita da un passeggero che ha spiato sul telefono del vicino un messaggio con riferimento a un ordigno. Un portavoce della compagnia invece ha citato la creazione a bordo di una rete Wi-Fi hotspot con un nome contenente una minaccia di bomba. Chiamarlo “IPhone di Marco” era troppo banale. Risultato: 150 persone terrorizzate, caccia in volo, una tetra anticipazione di cosa potrebbero diventare i nostri cieli.
Stati Uniti La base di Guantanamo “festeggia” i 25 anni di vita: ospita 15 detenuti, 800 agenti e costa una fortuna
Il carcere più tristemente noto al mondo è arrivato alle nozze d’argento con i campioni della democrazia occidentale: Guantánamo compie 25 anni e non li porta benissimo. Era nata come parentesi provvisoria della “guerra al terrore” degli Usa, è diventata un condominio a tempo indeterminato: 15 detenuti rimasti, 800 addetti a sorvegliarli; più di cinquanta dipendenti a testa. Tredici milioni di euro di costo per ogni carcerato, non male. Dal 2002 sono passati in 780, molti rimandati a casa, altri dimenticati come valigie smarrite. Il più celebre, Khalid Shaikh Mohammed, presunto architetto dell’11 settembre, aspetta un processo da vent’anni; non ha ancora visto un’aula vera, ma solo rinvii, ricorsi, confessioni invalidate perché ottenute con tortura. Intanto la base è diventata un hub di transito per migranti, set per operazioni segrete, perfino parcheggio temporaneo per Nicolás Maduro il giorno della cattura. Guantánamo come lounge dell’eccezione permanente.
Rio de Janeiro Afa atroce al Bioparco: il cibo per gli animali viene servito a forma di ghiacciolo (spopola quello al sangue)
Fa così caldo a Rio che anche le tigri chiedono il ghiaccio nel drink. Al BioParque zoo hanno inaugurato il gelato per animali: ghiaccioli di anguria per le scimmie, pollo macinato in versione Calippo per i giaguari, delicatissimi cubetti di sangue congelato per i palati più sofisticati. La città ha superato i 40 gradi e l’allerta è salita a livello tre: rischio salute per gli umani e crisi esistenziale per le bestie in pelliccia. Così i biologi hanno studiato il menu refrigerato “secondo le esigenze di specie”. Non tutti gradiscono l’anguria, qualcuno preferisce la granita di emoglobina. Lo show più amato dal pubblico è il giaguaro che pesca il suo stecco di pollo in una vasca. Il pubblico approva, una maestra in gita si scioglie per il tenero felino: “Che carino”. In effetti, niente dice “benessere animale” come un predatore in gabbia costretto a leccare un gelato al sangue sotto la canicola tropicale.
Cina Il papà è anziano, sua figlia chiede aiuto sui social per macellare due maiali: si presentano migliaia di persone
In un luogo remoto della campagna cinese, una figlia è preoccupata per il papà, ormai anziano: teme che non abbia più le forze per macellare i canonici due maiali per la festa del villaggio. Allora scrive un appello su Douyin, il TikTok locale: “Qualcuno può aiutarci?”. Con una promessa: in cambio, sarà invitato a un banchetto di maiale, costine, zuppa e liquore fatto in casa. La ragazza sperava arrivassero una dozzina di volontari, ne sono piombati migliaia. Code di auto tra le risaie, gente a piedi per aggirare il traffico, targhe da mezzo Paese: la macellazione si trasforma in un rave rurale. Le autorità hanno dovuto donare altri maiali, perché due non bastavano neanche per le tartine. L’evento si è trasformato in una diretta online con 100 mila spettatori e 20 milioni di like. Un post sui social network può trasformare un problema domestico in evento nazionale. Una volta per ammazzare un maiale bastavano due cugini robusti; oggi è più utile un buon ufficio stampa.
Torino Due tifosi si nascondo allo stadio alla fine della partita della Juventus, uno viene beccato con tre bocce di spumante
Juventus-Cremonese è finita, lo stadio si svuota. Tutti a casa tranne due: fratello e sorella arrivati da Bologna che decidono, con mirabile spirito d’iniziativa, di trasformare l’Allianz in una dépendance personale. Non un’invasione di campo, ma un’occupazione domestica: riposo sui divanetti, spuntino offerto dal club, qualche ora di sonno. Poi l’amaro ritorno alla realtà: li trova la vigilanza e la fuga dei due dura meno della poco eroica resistenza della Cremonese in campo. Il fratello – idolo – viene fermato con tre bottiglie di spumante, un dettaglio commovente, che dovrebbe spostare la vicenda dal penale al letterario. Non rubavano per fame: rubavano per brindare a un pareggio esistenziale o per entrare nella storia dall’ingresso delle gradinate. La vita è ingiusta, proprio come il calcio: arresto per lui, denuncia per lei. Sono accusati di furto in concorso. Secondo i tifosi che non amano la Juventus, è una categoria che la Vecchia Signora avrebbe frequentato spesso e anche volentieri.
Arabia Saudita Gli archeologi scoprono un mausoleo felino nelle grotte: sette ghepardi mummificati (e le ossa di altri 54)
Nel nord dell’Arabia Saudita hanno aperto delle grotte e ne è uscito un incredibile branco di ghepardi mummificati: sette corpi quasi intatti e ossa di altri cinquantaquattro felini, datati tra 130 e 1.800 anni. Un mausoleo per grandi gatti con vista deserto. Gli scienziati dicono di non aver mai visto niente del genere. Colpa o merito dell’aria secca e della temperatura stabile, forse anche dell’assenza di iene con appetito notturno. Nessuno sa perché fossero lì: una tana per madri e cuccioli, un cimitero naturale o una riunione di gruppo finita malissimo. I ghepardi un tempo dominavano Africa e Asia; oggi occupano il 9 per cento del territorio di allora e nella penisola arabica sono spariti da decenni, travolti da caccia e cemento. Gli studiosi hanno letto i loro geni: sono parenti stretti dei ghepardi moderni, utili – dicono – a futuri piani di reintroduzione. Intanto restano queste reliquie feline, custodite dal deserto, tra la sabbia, con un fascino e un’eleganza un po’ macabri.
Quei bravi ragazzi Ad Agorà la foto di De Niro e Liotta viene fatta passare per “una famiglia persiana del 1977”
Ad Agorà, su Rai Tre, hanno riscritto la storia dell’Iran e regalato un momento di smagliante bellezza televisiva: una foto presentata come “famiglia persiana del 1977” era in realtà un fotogramma di Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese. De Niro e Ray Liotta promossi a cugini di Teheran. Il conduttore Marco Carrara se n’è accorto quando ormai i social avevano aperto il luna park: meme, sberleffi, tutti professori di iconografia cinematografica e giornalismo tv. Le dirette sono un campo minato, sbagliano anche i migliori e si può inciampare pure durante le tragedie, persino sui gangster di Scorsese. Il giorno dopo Carrara ha chiesto scusa con compostezza scolastica. Siamo nell’epoca in cui un tweet vale un archivio, in cui la verità è molto meno stabile e preziosa della percezione e delle sensazioni del momento. Quindi è perfettamente verosimile che una foto scattata in New Jersey passi per immagine della memoria persiana. Tanto ogni errore ed ogni bugia vengono dimenticati nel giro di un quarto d’ora.