il Fatto Quotidiano, 19 gennaio 2026
Ma mi faccia il piacere
Pressing aeroportuale. “Da Maduro all’Iran, Pd dilaniato su Elly. Il pressing di Fassino” (Giornale, 14.1). Li minaccia con un profumo.
Impronte. “Stefania Craxi: ‘Mio padre ha lasciato un’impronta indelebile’” (Giornale, 18.1). Digitale.
Transennate i seggi. “Renzi lavora a una Margherita 4.0” (Repubblica, 18.1). 4.0 sono gli elettori.
C’è sempre una prima volta. “Il Papa per i 50 anni di Repubblica: ‘Continuate a cercare la verità’” (Repubblica, 14.1). In 50 anni non l’hanno ancora trovata.
Pidino, dunque grillino. “Riciclati, lottizzati e no vax: gli irriducibili della poltrona che manovrano la Privacy. A fare la fortuna del presidente Stanzione… la provenienza dalla Link University, bacino grillino… Più giallo che rosso” (Francesco Bei, Repubblica, 16.1). Quanta fatica per non dire che Stanzione è del Pd. Però dài, a furia di cercare la verità, magari prima o poi la incontrano per caso.
Slurp. “Gualtieri: ‘Ok decisivo’. Il termovalorizzatore più ecologico d’Europa” (Repubblica,17.1). Praticamente un aerosol. Però sbrigatevi a trovarla, ‘sta verità.
Bella domanda. “Mi chiedo se ha ancora un senso scrivere articoli così impegnativi” (Antonio Scurati, Repubblica, 15.1). Ma tipo quali?
Come passa il tempo. “Provo amarezza. Non siamo pronti a ‘morire per Kiev’, come non lo fummo nel ‘39 a morire per Danzica” (Massimo Giannini, Venerdì-Repubblica, 16.1). Complimenti: questi almeno 87 anni se li porta da dio.
L’Intrepido. “Montanelli, un miserabile che stuprava le ragazzine africane minacciandole col fucile” (Andrea Marcenaro, Foglio, 14.1). Naturalmente Montanelli non ha mai stuprato né minacciato nessuno. Ma è encomiabile il coraggio di questo eroico ominicchio che, per calunniarlo, ha atteso 25 anni dalla morte, per essere sicuro che sia proprio morto.
Compagno Beppe. “Milano paradiso dei milionari: ha il più alto tasso al mondo. Lo è un residente ogni 12: la stessa concentrazione di centimilionari di Los Angeles e Parigi” (Sole 24 ore, 16.1). Si vede subito che Sala è un sindaco di sinistra.
Molto terzo, pure troppo. “Catello Maresca, magistrato: ‘Voto Sì, è venuta meno la terzietà’” (Verità, 17.1). Lui, per essere più terzo, si candidò a sindaco di Napoli con le destre.
Quello serio. “Calenda: ‘Sul referendum voteremo Sì ma l’emergenza sono le stazioni’” (Messaggero, 15.1). Giusto: separiamo i Frecciarossa dai Regionali.
Ammazza che volpi. “Mi davano già per condannata, ma i miei follower no” (Chiara Ferragni, 15.1). Giusto: urge separare le carriere dei giudici e dei follower.
L’intellettuale de sinistra. “Ho sempre ammirato Ferragni (ne ho scritto in tempi non sospetti, molto prima delle sue traversie – ricordo una discussione accesa con una filosofa morale)… Ha inventato una professione (influencer), resistito al bacchettonismo morale di donne e uomini, alla protervia di una assistita come la Meloni… che da presidente del Consiglio l’attaccò. Sono felice per lei. Delle sue debolezze non mi importa. Poche donne nel paese più patriarcalista hanno avuto tanto ardire… leggo commenti di un’intolleranza indicibile” (Nadia Urbinati, Fb, 15.1). Le traversie e le debolezze sarebbero gli imbrogli sulla finta beneficenza, sanzionati con multe milionarie dall’Antitrust patriarcalista e bacchettonista. E chi sei, Simone de Beauvoir?
L’aggressore aggredito. “Possiamo chiamare diritto quello che ci impone di restare a guardare davanti a un’orrenda tirannia che stermina il suo popolo perché invoca la libertà?” (Mattia Feltri, Stampa, 15.1). Questa giustificazione dell’invasione russa dell’Ucraina dopo 8 anni di bombardamenti di Kiev sul Donbass è un po’ eccessiva. Ma pure tardiva.
Premi Ignobel. “Machado: ‘Ho consegnato il mio premio Nobel a Trump’” (Sole 24 ore, 15.1). “La Nobel Ebadi: ‘Perché non eliminano Khamenei dentro casa?’” (Corriere della sera, 15.1). Ma eliminare direttamente i Nobel?
Carletto Mezzolitro. “La prescrizione è un caposaldo del nostro programma elettorale” (Carlo Nordio, FdI, ministro Giustizia, 17.10.25). “Crans, il timore di Nordio: ‘Occhio alla prescrizione’” (Libero, 16.1.26). Ma come “occhio”: non era un caposaldo?
Preveggenza. “La Nato non si è estesa a Est per preparare un’invasione della Russia, bensì perché sono i popoli ai confini della Russia a temere di essere invasi da Putin” (Enrico Franceschini, Venerdì-Rep, 16.1). Ecco perché nel 1999, sotto Eltsin, la Nato bombardò la Serbia: perché i popoli ai confini prevedevano che un anno dopo sarebbe arrivato Putin.
Il titolo della settimana/1. “Groenlandia, la Nato nel mirino” (Foglio, 15.1). Della Nato.
Il titolo della settimana/2. “Madonna: ‘Canto in italiano La bambola, è un inno di rottura’” (Corriere della sera, 9.1). Di timpani.
Il titolo della settimana/3.
“Chiesto il rinvio a giudizio per Elkann: i pm avevano chiesto l’archiviazione” (Repubblica, 9.1). Dài, resistete ancora un po’, poi col greco le notizie potrete darle anche voi.
I titoli della settimana/4. “Roma, in Centro si andrà a 30 all’ora” (Messaggero, 14.1). Ma non saranno troppi?