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 2026  gennaio 19 Lunedì calendario

Auto, un italiano su tre la noleggia

Il noleggio salverà il mercato dell’auto? Le premesse ci sono, perché, negli anni a venire, le Case finiranno per puntarci ancora di più. Nel 2025, il settore in Italia ha fatto registrare circa 525 mila veicoli noleggiati tra auto e furgoni (+10,73%), di cui 410 mila a lungo termine (+9,4%) e 115 mila a breve termine (+15,7%), che è il servizio che permette di utilizzare un veicolo per periodi limitati, da poche ore fino a un massimo di 12 mesi.
I vantaggi
Secondo l’analisi di Aniasa (l’associazione nazionale dell’autonoleggio) elaborata da Dataforce, il 30,6% delle immatricolazioni nell’anno è composto da veicoli affittati. Con quelli a lungo termine a fare la parte del leone, in virtù di alcuni vantaggi: per guidarne uno basta versare un anticipo (non sempre obbligatorio) e pagare mensilmente una rata che, di fatto, comprende tutto: manutenzione ordinaria, cambio gomme, assicurazione e bollo.
Gli svantaggi
Una formula che convince più di qualche svantaggio: c’è un limite massimo di chilometri percorribili annualmente (di solito 10 mila), i costi non bassi su un lungo periodo e vincoli contrattuali talvolta rigidi. Per chi usa il mezzo aziendale è un non-problema, per un privato molto di più, fermo restando che i grandi operatori come le divisioni specializzate delle Case sono sempre più attente alla personalizzazione dei contratti. Anche per questo, ormai un’auto noleggiata su cinque non fa parte di un parco aziendale.
A chi conviene
«Oggi il noleggio a lungo termine è una valida alternativa all’acquisto di un veicolo per imprese, professionisti e privati che possono trovare una soluzione accessibile e rassicurante grazie ai costi fissi e ai tanti servizi inclusi», dice Dario Casiraghi, direttore di Arval Italia, primo operatore nel nostro Paese con una quota di mercato del 20,82%.
Le auto più noleggiate
È un mondo con logiche di vendita spesso diverse da quelle del mercato generale. Basta vedere la top five che, a parte la Fiat Panda, non comprende le cinque auto più immatricolate nel 2025. Ma c’è un senso, come spiega Salvatore Saladino, country manager di Dataforce. «Dietro la citycar tuttofare, utilizzata spesso in condivisione e anche riferimento per gli enti pubblici, c’è la Tiguan che intercetta un target totalmente diverso: è la preferita dai dipendenti che beneficiano dell’auto aziendale. E al terzo posto c’è la Bmw X1, il Suv trasversale per eccellenza come piace a tutti: diesel, ibrido mild e plug-in o elettrico».
Fenomeno in crescita?
Le previsioni per l’anno in corso, in parte, sono legate all’attuazione della Legge Delega per la Riforma fiscale (n. 111 del 2023) che gli operatori si augurano entri in vigore dal 1° gennaio 2027 e prevede vari aspetti di interesse per il noleggio. Il principale è la revisione degli oneri parzialmente deducibili, tra cui quello relativo alle auto aziendali, con valori fermi dal 1998 e con le percentuali più basse in Europa. Altro tema è il previsto riordino delle aliquote Iva, a favore del noleggio di autovetture a scopi turistici e dei servizi di car sharing. «Sarebbe un’ulteriore spinta a una formula, il noleggio, che si sta rivelando vincente per la mobilità. Finalmente la fiscalità sull’auto aziendale del nostro Paese sarebbe allineata alla media europea, con evidenti vantaggi per imprese e partite Iva», si augura Italo Folonari, presidente Aniasa. Si vedrà.